Indietro
menu
'Basta coi quattro cantoni'

Taglio ai militari in strada. Sadegholvaad: si rispettino impegni per rinforzi

In foto: il sindaco Sadegholvaad
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 21 apr 2022 11:32 ~ ultimo agg. 13:14
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad interviene sul taglio al programma “Strade Sicure” annunciato dal Ministro della Difesa Guerini: oltre duemilacinquecento militari lasceranno il presidio delle città. Non si pensi di scaricare il peso della sicurezza sulle polizie locali, scrive il sindaco in un intervento pubblicato su Facebook.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐦𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐞 𝐭𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐢 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐞 𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀.

Non mi interessano più di tanto le ovvie, scontate barricate polemiche nazionali tra valori identitari di sinistra e destra a commento dell’annuncio, da parte del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, circa il taglio di un terzo del programma “Strade sicure”. Quel programma, per chi ne fosse all’oscuro, che da almeno una decina d’anni porta personale dell’esercito italiano (anche a Rimini) a supportare le forze dell’ordine tradizionali nelle attività di controllo di punti critici delle città, specie in alcuni periodi particolari dell’anno.
L’esercito, sostiene il Ministro, deve rientrare nell’alveo della sua ordinarietà. Comprensibile, visto che ci troviamo nel bel mezzo di una situazione inedita, di fatto pre bellica o bellica addirittura. Se c’è bisogno, aggiunge Guerini, di una ulteriore capacità di controllo del territorio, bisogna farlo tramite l’incremento dei numeri delle altre forze sul territorio.
Allora sì, signor Ministro, a Rimini e lungo tutta la Riviera romagnola le diciamo già che ce ne è bisogno. E non da oggi, ma da almeno 25 anni, constatando e denunciando più volte gli amministratori locali di ogni periodo o colore l’endemica insufficienza delle dotazioni di uomini e mezzi delle forze di polizia nel controllare e garantire l’ordine pubblico su un’area che vale oltre 20 milioni di presenze turistiche ogni anno.
Ad esempio, gli amministratori della provincia di Rimini anche quest’anno, in inverno, hanno chiesto al Viminale garanzie sui rinforzi estivi di polizia. Arriveranno, ci è stato detto, e in anticipo rispetto agli ultimi 2 anni.
Ci fidiamo della parola dello Stato, fino a prova contraria naturalmente. Resta il fatto che siamo sempre lì: quando verrà il riconoscimento formale, con conseguente adeguamento permanente delle piante organiche, di un pezzo di Paese la cui fotografia reale non può essere contenuta nel solo dato ufficiale dei circa 350 mila residenti?
Ora: il programma “Strade Sicure” non risolveva e non risolve la domanda. Ma comunque dimostrava concretamente una sua efficacia, nell’ambito delle attività di presidio e coordinate di tutte le forze di Polizia presenti lungo la riviera di Romagna. Per questo, io credo opportuno che l’annuncio del ridimensionamento del programma possa essere fatto solo nel momento in cui, contestualmente, la collega Ministra Luciana Lamorgese, annunciasse il potenziamento ulteriore delle forze di polizia di stanza qui durante i mesi estivi.
Altrimenti Rimini e le città italiane si troverebbero nella problematica situazione di una oggettiva diminuzione di donne e uomini delle forze dell’ordine in servizio, con conseguente decremento delle attività di presidio e di controllo.
Possiamo pensarci per tempo, anche se di tempo ne manca poco alla stagione estiva?
Per inciso, non si pensi di scaricare ancora una volta sulle Polizie locali (a Rimini abbiamo assunto altri 30 agenti) la surroga dei deficit strutturali provocati da chi dovrebbe garantire sicurezza e ordine pubblico per Costituzione e leggi vigenti. Il gioco dei quattro cantoni va bene quando si è bambini. E non lo siamo più da tempo.
Nel frattempo ringrazio le donne e gli uomini dell’esercito che con il loro impegno sino ad oggi hanno contribuito al mantenimento dell’ordine pubblico nella nostra città e nel nostro Paese.