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OPI Rimini: restituire la giusta dignità alle professioni infermieristiche

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 21 feb 2022 16:48 ~ ultimo agg. 22 feb 09:01
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In occasione della seconda “Giornata Nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato” istituita quale solennità civile con la Legge n.155/20, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Rimini intende ricordare l’enorme sacrificio che la professione ha profuso in questi due lunghi anni di pandemia.

“Il pensiero corre inevitabilmente ai colleghi deceduti, alle loro famiglie e alle migliaia di infermieri che hanno contratto la malattia durante il servizio più di ogni altra categoria professionale. Il dolore visto, vissuto e provato è impresso indelebilmente dentro ogni infermiere, in ogni giorno dell’anno. Quest’anno OPI Rimini non intende organizzare iniziative pubbliche come chiaro ed inequivocabile segno di distacco dalla politica fatta di vuote esternazioni e di gratificazioni solo verbali alle quali nulla di significativo ha fatto seguito. Alcune settimane fa, la Federazione che riunisce gli Ordini delle Professioni Infermieristiche in un documento pubblico ha ipotizzato a chiare lettere la morte di una professione, senza la quale non vi è salute!
Gli infermieri stanno perdendo l’unica cosa che è rimasta loro: la speranza!
Riconoscimenti della formazione acquisita e delle competenze, prospettive di sviluppo e di carriera, remunerazioni in linea con gli altri paesi europei, meritocrazia di sostanza e, non in ultimo, condizioni di lavoro che consentano un’adeguata programmazione della vita privata sono i principali ingredienti di una professione moderna, attrattiva e competente. Se non s’interviene al più presto per invertire la rotta, lo stillicidio di infermieri che abbandona la professione si trasformerà in un’emorragia. La scarsa appetibilità della professione infermieristica si riverserà su chi non ha più l’energia per reggere gli attuali ritmi di lavoro.
Gli infermieri chiedono che venga restituita la giusta dignità che questa professione ontologicamente ha nel contesto sociale, umiliata promesse disattese e dagli attacchi, anche fisici,
di chi individua in loro il bersaglio da colpire”. L’intervento è firmato dal Consiglio Direttivo e dalla Commissione d’Albo dell’Opi di Rimini.