Indietro
menu
Coord. Mare Libero

Concessioni. Biagini: neppure Draghi ha adempiuto a richieste della "sua" UE

In foto: Roberto Biagini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: < 1 minuto
ven 5 nov 2021 12:21
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura < 1 minuto
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

La decisione del Governo di stralciare dal Disegno di Legge sulla concorrenza la parte riguardante le gare per stabilimenti balneari e commercio ambulante per attivare un censimento delle concessioni non convince il Coordinamento Nazionale Mare Libero. “Prendiamo atto – scrive l’avvocato Roberto Biagini – che neppure il Governo Draghi ha adempiuto al dovere che l’Europa, “la sua Europa”, da tempo gli aveva chiesto e cioè la predisposizione delle procedure per le pubbliche evidenze delle concessioni demaniali marittime a scopo turistico ricreativo a garanza della libera concorrenza, del diritto di stabilimento e di non discriminazioni tra imprenditori. È banale ed offensivo nei confronti dell’intelligenza delle persone che conoscono la materia trincerarsi dietro la puerile scusa del “monitoraggio delle concessioni e dei canoni”. Gli Uffici Demanio dei comuni costieri, l ‘Agenzia del Demanio Nazionale e le Agenzie del Demanio Territoriali, l’ Agenzia delle Entrate, gli uffici amministrativi c/o le Guardie Costiere cosa ci stanno a fare ? Bastava chiedere a loro per avere tutte le informazioni di pertinenza. Rimaniamo in “mora” con l’Europa e ci prepareremo a subire tutti noi cittadini le conseguenze “di una procedura di infrazione” solo per continuare a garantire i privilegi che i signori della spiaggia, con la complicità della politica, si assicurano sfruttando un bene che è di tutti e non il loro personale. Si continua nella logica di “privatizzare” i profitti e di “socializzare” i costi in nome dei “dividendi politici ed elettorali”. A garanzia delle prerogative di uno “stato di quasi diritto” rimane solo la meritoria attività sostitutiva della giurisprudenza amministrativa e ordinaria che nei casi sottoposti alla sua cognizione continua a ribadire la non conformità delle proroghe al diritto unionale” conclude Biagini.