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Intervista a Paolo Novelli

Il paradosso dei tamponi "vietati" alle parafarmacie. La protesta

In foto: repertorio
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 22 ott 2021 13:09 ~ ultimo agg. 19:29
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Appuntamenti bloccati fino a dicembre, chiamate a getto continuo, lunghe code. Le farmacie sono alle prese con una situazione che sta diventando quasi insostenibile da quando, il 15 ottobre, il green pass è diventato obbligatorio sul posto di lavoro e in tanti hanno scelto la strada del tampone antigenico per ottenerlo. C’è però un paradosso, se da un lato infatti la norma prevede che tutti i farmacisti siano abilitati ad eseguire i tamponi ci sono le 5mila parafarmacie italiane (ben 70 in provincia di Rimini) che restano ferme al palo nonostante vi lavorino professionisti con le medesime competenze. Le Regioni infatti non hanno attivato per loro la possibilità di scaricare il programma necessario per entrare in comunicazione con le Asl e il servizio regionale tramite il quale viene comunicato l’esito del tampone e rilasciato poi il green pass. Nelle Marche c’erano state alcune aperture ma prima che si concretizzassero, una diffida di Federfarma ha bloccato tutto. Bocciato anche il ricorso al Tar della Federazione Nazionale delle parafarmacie che poi si è rivolta al Consiglio di Stato. “Che ha semplicemente detto – spiega a Tempo Reale Paolo Novelli, rappresentante in Emilia Romagna per la Federazione Nazionale delle Parafarmacie – che tutti i farmacisti sul territorio sono abilitati ad effettuare i tamponi antigenici. Non si capisce quindi perché nelle parafarmacie non si possano fare. Ho mandato tutta la documentazione all’assessore regionale alla sanità Donini ma non ho ricevuto risposte“. “Evidentemente – aggiunge – non c’è la volontà politica e la conseguenza è quella di lobbyzzare il servizio solo sulle farmacie mentre abbiamo tanti laureati pronti ma fermi al palo. La cosa assurda è che noi parafarmacie non possiamo fare tamponi mentre se arriva un laboratorio privato, essendo autorizzato, può effettuarli.” Una situazione difficile da spiegare anche ai cittadini. “Riceviamo decine di telefonate al giorno da parte di persone che vorrebbero effettuare tamponi e quando diciamo che non possiamo farli ci domandano: perché? E non abbiamo risposte.” conclude Novelli.

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