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La prima iniziativa

Per un servizio pubblico e prolungato. Salvataggi in marcia in spiaggia

In foto: i salvataggi
di Redazione   
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sab 25 set 2021 17:46
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“La balneazione come la permanenza in spiaggia devono essere due momenti nei quali la salvaguardia della vita deve essere assicurata. È doveroso in una società civile come la nostra”. È quello che hanno divulgato oggi i salvataggi partecipanti all’evento rescue walking davanti alle tante persone oggi ancora presenti in spiaggia.

Con una camminata iniziata dalle spiagge libere in zona porto, uniche attive in provincia per quanto riguarda il servizio di salvamento, dalle 10.30 è iniziata una manifestazione nella quale i soccorritori hanno spiegato ai bagnanti, la maggior parte ignari, le varie insidie presenti causa l’assenza di servizio dal 13 di settembre.

L’evento è la prima “presa di posizione per dignità dei marinai di salvataggio che non accettano le condizioni imposte dai balneari e cioè una chiusura troppo prematura del servizio anche se in ottemperanza all’ordinanza balneare regionale che prevede l’eliotetapia”.

I marinai di salvataggio rivendicano, per un miglioramento del servizio, il passaggio a un servizio svincolato dai concessionari balneari. Partendo da quello che può succedere in loro assenza e delle statistiche del 118, i marinai hanno sensibilizzato la gente a un più responsabile atteggiamento in mare. Nelle ultime due stagioni dal 15 al 30 settembre, durante l’assenza dei soccorritori per termine stagione balneare, c’è stata una media di 30 entrate di ambulanza in spiaggia di cui 8 codici rossi.

Tra i temi trattati oggi nell’assemblea promossa da USI – Unione sindacale marinai di salvataggio autorganizzati, Associazione marinai di salvataggio di Rimini e provincia e cooperativa Ondanomala c’è stata l’innovativa proposta del 118 di una video chiamata assistita per laici durante le rianimazione cardiache, iniziativa di cui si propongono portavoce i salvataggi.

Tra i temi della discussione, “Il conflitto d’interessi tra sicurezza e interesse economico dei privati che fa intravedere come soluzione all’attività di salvamento il passaggio a servizio pubblico”.