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si parte con due nidi

“It's a Good time”. Dall'autunno a Rimini lingua inglese nelle scuole d’infanzia

In foto: repertorio
di Redazione   
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mar 10 ago 2021 13:14 ~ ultimo agg. 13:15
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Rimini è pronta a partire, già nel corso del prossimo anno scolastico 2021/2022, con “It’s a good time”, il progetto pensato dal Coordinamento pedagogico del Comune di Rimini per introdurre la lingua inglese fra i campi di esperienza delle scuole d’infanzia comunali. Una sperimentazione che attua e integra quella regionale sui nidi, grazie ad una innovazione pedagogica e didattica senza precedenti in Italia. Si inizia familiarizzando con la musicalità, il suono, rendendo gradualmente più naturale affiancare l’inglese alla propria lingua madre per gli oggetti e le azioni del quotidiano.

Entro il 10 settembre il Comitato di distretto di Rimini avrà il compito di individuare i primi due nidi sede di attuazione del progetto, che verrà realizzato anche con l’aiuto del Ceis.

Sia nel progetto del Comune che in quello della Regione, l’idea non è quella di trasmettere nozioni o di impostare una didattica finalizzata all’apprendimento dell’inglese, approccio che sarebbe inadeguato all’età dei bambini. L’obiettivo è piuttosto quello di esporre i bambini alle sonorità della lingua inglese nelle abitudini quotidiane, un’immersione naturale ai suoni ed ai significati delle parole. L’introduzione dell’inglese renderà possibile anche l’apertura alla conoscenza di culture diverse (che fanno uso dell’inglese), ma permette di sviluppare competenze metalinguistiche che possono poi essere utili ad affrontare un multilinguismo.

Mattia Morolli, assessore ai servizi educativi del Comune di Rimini: “Con ‘It’s a good time’ diamo gambe e profondità alla sperimentazione regionale sull’inglese a scuola. Coinvolgere i bambini piccoli e piccolissimi è una scelta ponderata che si basa sulla consapevolezza della solidità pedagogica dei nostri servizi. Un progetto che unisce pedagogia, sociale e intercultura, visto che andrà anche ad incidere sul contrasto del divario sociale fin dall’infanzia, dando a tutti pari opportunità di accedere alla conoscenza di un’altra lingua, senza gravare sui bilanci famigliari”.

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