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"Accoglienza troppo tiepida"

Indino (Confcomm.): Rimini non si lasci scappare il Meeting

In foto: Gianni Indino
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 26 ago 2021 18:45
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Rimini non si lasci scappare il Meeting. Il monito arriva dal presidente della Confcommercio Gianni Indino che, parlando del successo della 42esima edizione appena conclusa, evidenzia l’accoglienza piuttosto tiepida della città. “Più partecipazione, più dialogo, più coinvolgimento delle attività e dei cittadini sarebbe auspicabile – dice –. Seppur il Meeting dell’Amicizia tra i Popoli sia diventato per molti il Meeting di Rimini, non è scritto sulla pietra che debba rimanere qui e molte città se lo contendono. Il Meeting è un patrimonio per tutti noi, teniamocelo stretto”

La nota stampa

“Il Meeting 2021 si è concluso con un successo e credo che tutta Rimini debba ringraziare questa manifestazione – dice il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Gianni Indino – che sceglie la nostra città da 42 anni. Posso però affermare senza timore di essere smentito, che l’accoglienza riservata dalla nostra città a questo evento importantissimo, che ci porta al centro della scena internazionale per un’intera settimana, è sempre stata piuttosto tiepida e quest’anno non fa eccezione. Forse perché si dà per scontato che sia qui e che torni, si vive questo evento come una sorta di corpo estraneo in un momento in cui si è ancora in ciabatte da mare, o impegnati al lavoro per la coda della stagione balneare. Eppure da qui passa il mondo: politici, intellettuali, artisti ed esperti dei settori più svariati dall’economia alla società, dalla scuola alla cooperazione, sono seduti a due passi da noi.
Ma non è scontato che lo saranno anche in futuro, perché non è certo. Seppur il Meeting dell’Amicizia tra i popoli sia diventato Meeting di Rimini, non è scritto sulla pietra che la location debba essere sempre questa, anzi. Molte sono le città che lo vorrebbero ospitare e che ogni anno provano a convincere gli organizzatori a spostarlo, anche offrendo corposi contributi. Il Meeting, che si gestisce con sponsor e volontari, vuole invece rimanere a Rimini e ce lo dimostra ogni anno. Credo che da tutta la città di Rimini questa volontà debba essere apprezzata, anche per quello che vale in termini più pratici: una vetrina internazionale costante, relatori e incontri di altissimo livello, spettacoli e mostre eccezionali, un ritorno di presenze importante per il turismo, dialoghi sui grandi temi. Quest’anno riflessioni e approfondimenti ancora più importanti, perché su questi temi poggia la ripartenza del nostro Paese.
Con il meglio delle nuove tecnologie il Meeting si è collegato con 20 Paesi nel mondo, oltre 250mila persone hanno seguito gli incontri in diretta, ben 80mila sono entrate in Fiera nonostante il difficile periodo per le grandi manifestazioni.
Ma mentre il Meeting fa passi avanti, esce dalla Fiera portando spettacoli e dibattiti anche nelle piazze cittadine, il coinvolgimento della nostra città non è quello che ci si potrebbe aspettare. Credo che per la nostra città sia il momento di far vedere la versione accogliente di sé che tanto è amata nel mondo anche a questa manifestazione, fiore all’occhiello per il nostro territorio. Più partecipazione, più dialogo, più coinvolgimento delle attività e dei cittadini sarebbe davvero auspicabile. Il Meeting è un valore aggiunto per il territorio e mi piacerebbe che tutta la città lo riconoscesse partecipando, riconoscendo il ruolo del Meeting per l’elevatissimo contributo culturale che garantisce ma anche come veicolo promozionale e di arricchimento per la nostra città, non come un corpo estraneo che passa ogni anno ad agosto come una cometa. Il Meeting è un patrimonio di tutti noi, della nostra città. Teniamocelo stretto”.

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