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"Riqualificazione, non cemento"

Area Bandieri. M5S all'attacco: cambia la lista ma comanda sempre il cemento

In foto: la zona bandieri di Misano
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 28 ago 2021 19:00
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Tornano ad accendersi i riflettori della politica sull’Area Bandieri a Misano. Una zona ancora verde per cui c’era una previsione urbanistica per un grosso insediamento commerciale. Bocciato dalla conferenza dei servizi il progetto presentato dalla proprietà, secondo il sindaco Piccione ci sarebbero i margini per presentarne uno nuovo e rilanciare così l’ipotesi dell’insediamento di 5-6 negozi monomarca (vedi notizia). Ma l’ipotesi viene bocciata sonoramente dal MoVimento 5 Stelle di Misano. “Cambia la lista ma comanda sempre il cemento” attacca in una nota in cui ricorda che “tutte le forze politiche presentatesi alle elezioni del 2019, in opposizione al centrosinistra” avevano bocciato il progetto e quindi “la stragrande
maggioranza dei cittadini rappresentati era contraria, aggiungendo tutte le associazioni di categoria, ed ovviamente quelle ambientaliste, con le quali abbiamo condiviso la battaglia e con le quali continueremo a controllare che il tutto non riparta.” Secondo i pentastellati “Misano ha bisogno di riqualificare l’esistente e rilanciare i centri commerciali naturali, non di altro cemento“.

L’intervento del M5S di Misano

A volte ritornano, cambia la lista ma comanda sempre il cemento. Non é bastato neanche vedere l’incredibile danno creato negli ultimi due anni dai cambiamenti climatici in atto. Il progetto era stato bocciato anche da tutte le forze politiche presentatesi alle elezioni, in opposizione al centrosinistra, per cui la stragrande maggioranza dei cittadini rappresentati era contraria, aggiungendo tutte le associazioni di categoria, ed ovviamente quelle ambientaliste, con le quali abbiamo condiviso la battaglia e con le quali continueremo a
controllare che il tutto non riparta. Il centro commerciale di Area Bandieri che in origine prevedeva 32mila metri quadri di strutture commerciali di medie e grandi dimensioni, è un’idea vecchia. Risale infatti agli anni Novanta quando il tessuto commerciale misanese e il periodo storico erano completamenti differenti. Fin dall’inizio, il Movimento 5 Stelle di Misano Adriatico si è opposto a quest’opera potenzialmente dannosa per il commercio misanese e per il gigantesco consumo di territorio in una zona fragile. È un dato di fatto confermato da tutte le associazioni di categoria e dalle numerose chiusure di attività commerciali, dovute alla crisi e dal cambio di modello di acquisti on line, a cui si associano 2 anni di pandemia. Ma non solo, l’area Bandieri è una zona a forte rischio alluvione, caratterizzata dalla presenza della ricarica della falda acquifera, con due pozzi, di cui uno in uso per il consumo di acqua potabile, a cui si aggiunge il rischio di liquefazione in caso di evento
sismico; tutti motivi alla base dei pareri tecnici che hanno portato alla bocciatura dell’opera da parte della Provincia di Rimini all’inizio del 2020. È molto bello sentire le considerazioni del sindaco desideroso di procedere a tutti i costi per la realizzazione di quest’area, quando molte categorie economiche, commercianti, associazioni ambientaliste e forze politiche si sono espresse contrarie. Si, perché si parla di nuove costruzioni e non di una normale riqualificazione, anche se già nell’ultimo periodo sembra che l’area abbia riacquistato un po’ di dignità, con nuove aperture e riqualificazione estetica degli edifici esistenti, a differenza del non curato bosco ai piedi della “greppa”. Si poteva aver già fatto molto di più rispetto all’attuale viabilità carente tra piste ciclabili che
intersecano strade e pseudo svincoli, per non parlare del sottopasso già esistente, sul retro della pista di gokart che é di fatto già un collegamento a Porto Verde e che basterebbe migliorarlo. Il collegamento della zona mare con le frazioni è da sempre un problema per lo sviluppo del territorio comunale, ma da anni si preferisce tenerlo in scacco vincolandolo alla realizzazione di un centro commerciale piuttosto che interloquire in maniera attiva con Regione e Provincia e lavorare per presentare progetti al fine di attingere ai fondi UE. Infine, fanno sorridere le levate di scudi sugli acquirenti di Oliviero, quando oramai tutti i prodotti anche top di gamma sono prodotti in Cina, su licenza, dalle scarpe griffate ai TV ultrasmart o cellulari di ultima generazione. Molti prodotti commercializzati da qualsiasi azienda provengono dalla Cina e moltissime aziende e catene internazionali, hanno sedi in paradisi fiscali, che molte volte eludono tassazioni e leggi
nazionali. Qui bisogna iniziare avere un’idea verso il futuro e gettare le basi per quello che verrà, non campare di previsioni pensate decine di anni fa. Misano ha bisogno di riqualificare l’esistente e rilanciare i centri commerciali naturali, non di altro cemento.

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