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donini: servono più dosi

Vaccini, da lunedì 26 aprile via alle prenotazioni per gli over 60

In foto: la sala di attesa della Fiera
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 14 apr 2021 19:11 ~ ultimo agg. 15 apr 18:33
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L’Emilia-Romagna si conferma fra le regioni che vaccinano di più e utilizza tutte le dosi disponibili: siamo oltre il 90%, restano quindi davvero le scorte minime necessarie ai richiami. Se tutto procederà come previsto dal Governo, si parte anche con la vaccinazione degli over 60. Da lunedì 26 aprile saranno aperte le agende per gli appuntamenti vaccinali dei cittadini dai 65 ai 69 anni, quindi i nati dal 1952 al 1956 compresi, e due settimane dopo, lunedì 10 maggio, al via le prenotazioni per la fascia d’età 60-64 anni, cioè le classi dal 1957 al 1961. E quindi per tutti loro subito data, luogo e ora per la somministrazione.

A breve verranno definite le modalità precise, ma i canali saranno comunque gli stessi adottati finora (farmacie, Cup, Fse, web, numeri di telefono predisposti dalle Aziende sanitarie): un sistema che anche lunedì scorso, giorno di apertura delle agende per i 70-74enni, ha permesso a oltre 100mila emiliano-romagnoli di fissare data, luogo e ora dell’appuntamento. Il procedimento regionale, infatti, permette da subito di fissare la data della somministrazione, e non la sola possibilità di dare la propria disponibilità, a cui deve seguire poi una successiva comunicazione con l’effettivo appuntamento.

L’Emilia-Romagna, dunque, è già allineata alle indicazioni della struttura commissariale anche sulle categorie da vaccinare, perché più a rischio, e ha recepito la circolare del ministero della Salute sul vaccino Vaxzevira, noto come Astrazeneca: non sarà più somministrato a chi ha meno di 60 anni, ad esclusione di chi deve completare l’immunizzazione dopo aver già ricevuto la prima dose con quel vaccino. Dalla struttura commissariale si attendono invece conferme se è possibile procedere a vaccinare il personale scolastico, universitario, delle forze dell’ordine e delle forze armate che si era già prenotato (perché considerato prioritario dal precedente piano nazionale), così come ulteriori indicazioni sono necessarie anche per capire come regolarsi con le carceri.

Avanti con la somministrazione del vaccino per il personale sanitario. Al momento ha ricevuto una dose di vaccino l’84,7% degli infermieri, l’88,1% dei medici di famiglia, l’87,7% degli altri medici e il 78,6% degli operatori socio-sanitari (Oss). Un’adesione massiccia, ma anche in ragione dell’obbligatorietà stabilita dal Governo, si conta di completare al più presto queste categorie professionali. Si ricorda che in caso di rifiuto al vaccino, saranno applicate le norme nazionali in materia.

Altra novità, primo esempio in Italia, l’avvio nei prossimi giorni delle prenotazioni per le persone che soffrono di obesità. Per questo verrà proposto un accordo alle associazioni di categoria dei farmacisti.

“Siamo fra le regioni che vaccinano di più in Italia – afferma Donini -. Una campagna vaccinale, la nostra, per fasce d’età e categorie fragili, quindi già allineata alle nuove indicazioni del generale Figliuolo, che ci aiutano a fare ancora più chiarezza e definire le priorità. Il vero grande problema resta la carenza di dosi, con le aziende produttrici che non riescono a rispettare gli accordi presi e gli stop cautelativi, ultimo quello di Johnson&Johnson, che se da una parte confermano la massima attenzione della scienza sul fronte della sicurezza, dall’altra ci impediscono di programmare un calendario ben definito. Ci viene spesso chiesto – sottolinea l’assessore – della possibilità di vaccinare in farmacia: ecco, noi al momento non abbiamo bisogno di ampliare i punti vaccinali, che sono più di 140, ma di avere più vaccini a disposizione. Quando sarà il momento, coinvolgeremo i farmacisti come abbiamo già fatto per i tamponi e i test sierologici e come faremo per le persone gravemente sovrappeso, con un accordo regionale che proporremo alle associazioni di categoria”.

“Come Emilia-Romagna abbiamo dimostrato proprio in questi giorni di poter tranquillamente superare le 30mila somministrazioni giornaliere – prosegue Donini ma dalla Struttura commissariale viene stabilito per noi un ‘passo vaccinale’ di 22mila dosi per non rischiare di esaurirle prima della fine del mese di aprile: è una situazione frustrante, per tutti i cittadini che aspettano il vaccino per tornare alla normalità e per il personale sanitario che lotta da oltre un anno senza mai risparmiarsi contro questa pandemia”.

 

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