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davanti all'ospedale

I maggio. Sobria celebrazione dei sindacati davanti all'ospedale

In foto: l'ospedale Infermi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
ven 30 apr 2021 16:34
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Sarà una celebrazione sobria con la sola la presenza delle tre segretarie  generali di CGIL, CISL e UIL, quella organizzata per il I maggio dai sindacati riminesi, con il titolo “L’Italia si cura con il Lavoro“. Alle 10 un omaggio a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori attraverso la consegna di una pianta all’Ospedale “Infermi” di Rimini, quale luogo simbolo della lotta contro il Covid. Alle 10,30 ci sarà, fuori dal nosocomio, un confronto sui temi della Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro, Lavoro di qualità, Patto regionale e Patto provinciale per il Lavoro ed il Clima. Le tre Segretarie generali saranno ricevute dal Direttore medico del presidio ospedaliero di rimini Francesca Raggi. I dati sono allarmanti, denunciano i sindacati, per gli infortuni sul lavoro. I dati INAIL del 28 febbraio 2021 evidenziano che a Rimini sono state 1.146 le denunce infortuni Covid di questi 814 donne, 332 uomini e 2 con esito mortale.

Il messaggio di Isabella Pavolucci CGIL Rimini, Linda Braschi CISL Romagna, Giuseppina Morolli UIL Rimini.

In questo particolare momento del nostro Paese abbiamo deciso di celebrare la Festa delle lavoratrici e dei lavoratori parlando davanti all’Ospedale “Infermi” di Rimini per rispetto e riconoscenza verso coloro che si sono prodigati e che si prodigano tuttora per combattere questa pandemia e come segnale di speranza per tutto il mondo del lavoro che rappresentiamo.

L’Italia si cura con il lavoro è lo slogan scelto da Cgil Cisl e Uil per questo Primo Maggio 2021 per ribadire con forza che la ripartenza in sicurezza per il nostro Paese è possibile e che ha bisogno di essere ricostruita nel segno dell’unità, della responsabilità e della coesione sociale, mettendo il lavoro al centro su basi di equità e solidarietà. La fase di calamità che ancora stiamo attraversando, con i comportamenti responsabili di ognuno di noi e con una intensa campagna vaccinale può e deve essere superata per garantire un futuro migliore a noi e alle nuove generazioni. Auspichiamo che al più presto i giovani studenti possano rientrare in sicurezza nelle scuole e riprendere il percorso educativo e formativo messo a dura prova dalla pandemia.

Dopo un tragico 2020 anche il 2021 si presenta molto difficile per quanto riguarda la salute e sicurezza sul lavoro evidenziando tutte le fragilità del sistema e non solo nel comparto sanitario. I dati INAIL del 28 febbraio 2021 evidenziano che a Rimini sono state 1.146 le denunce infortuni Covid di questi 814 donne, 332 uomini e 2 con esito mortale. Le più colpite sono state donne 71,03%. Il dato della Regione Emilia-Romagna evidenzia che la professione più colpita (46% del totale) è, secondo la definizione dell’INAIL, quella dei “tecnici della salute”, di cui l’84% degli infortuni sono infermieri.

Il nostro pensiero va anche alle famiglie spezzate che piangono i loro cari, ai tanti anziani che non ci sono più e a tutte le persone che si sono prodigate, pagando un prezzo altissimo, per salvare tante vite umane, al personale della Protezione civile, delle Forze dell’ordine, di tutti i servizi pubblici, assistenziali e alle lavoratrici e ai lavoratori delle filiere produttive che hanno garantito la sopravvivenza del nostro Paese, infine alle migliaia e migliaia di volontarie e volontari che ancora una volta hanno portato alla luce il volto migliore, spesso nascosto e silenzioso, dell’Italia. A tutti, nessuno escluso, ciascuno per la sua parte, va il nostro sincero ringraziamento con la promessa e l’impegno a non dimenticare.

Vogliamo ripartire in totale sicurezza puntando sul lavoro di qualità, ma per fare questo servono soluzioni strutturali e interventi mirati a combattere la precarietà.

Nella provincia di Rimini (a vocazione prevalentemente turistica) gli effetti della pandemia sul piano economico sono molto più impattanti rispetto ad altre realtà: è calato il tasso di attività, il tasso di occupazione, nonché l’occupazione giovanile e femminile.

In questa fase emergenziale e tenuto conto dell’occasione storica ed irripetibile rappresentata dalle risorse del Next generation EU, il futuro che vogliamo disegnare deve essere diverso, un futuro dove non si esclude nessuno, che rimetta al centro il valore del lavoro e che sia basato sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Abbiamo il dovere di utilizzare al meglio queste risorse pubbliche in un’ottica di trasparenza e legalità.

Occorre riequilibrare alcuni settori d’impresa, stabilizzare i precari rivedendo anche l’organizzazione del lavoro nella ricerca di soluzioni innovative, come ad esempio la riduzione dell’orario.

Sul fronte dell’occupazione femminile dobbiamo agire con azioni mirate, che tendano ad evitare l’esclusione delle donne dal mondo del lavoro e nel prossimo futuro l’impoverimento economico legato alle loro basse pensioni.

Così come nuove regole e diritti vanno contrattati per i tanti lavoratori che lavorano da casa.

Il Patto regionale per il Lavoro ed il Clima è condizione fondamentale per garantire la tenuta sociale ed affrontare le nuove sfide, a partire da quelle climatiche/ambientali e della messa al centro del lavoro (sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo) quali chiavi strategiche al fine di perseguire lo sviluppo sociale ed economico; uno sviluppo sostenuto da una progettazione condivisa e una partecipazione democratica.

Partecipazione democratica al contrario inadeguata nel confronto con il Governo relativamente alla predisposizione del PNRR che ad oggi non ha visto un pieno e strutturale coinvolgimento delle Parti Sociali.

Dopo diverse sollecitazioni delle Organizzazioni Sindacali, nella provincia di Rimini si è avviato il percorso per la definizione di un Patto Provinciale per il lavoro ed il Clima coordinato dalla Provincia.

Lavoro, imprese, formazione, transizione ecologica, welfare, mobilità, pianificazione territoriale e legalità, queste le grandi sfide che ci proponiamo di trattare unitamente ad altre tematiche trasversali quali, ad esempio, la digitalizzazione e il lavoro femminile.

L’Italia si cura con il lavoro, L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro. Oggi come allora dobbiamo ripartire da questi stessi valori, per tornare a guardare al futuro con coraggio e fiducia, rifiutando la demagogia, l’antagonismo sterile ed il populismo. Ci attende una stagione nuova, di ricostruzione, in cui tutti, singolarmente e come soggetti collettivi, siamo chiamati a fare con responsabilità la nostra parte, non per interessi particolari, ma per il bene comune perché “Nessuno si salva da solo”.

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