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la firma il 15 febbraio

Un protocollo per la Marecchiese. Confartigianato: non solo promesse

In foto: la Marecchiese
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 10 feb 2021 11:30
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Un’attesa troppo lunga, perché la Marecchiese meritava interventi più corposi subito dopo l’annessione dei comuni dell’Alta Valmarecchia alla provincia di Rimini, era il 2009. E’ il succo della nota di Confartigianato Rimini che si fa interprete dei tanti disagi che negli anni hanno vissuto le imprese di quel territorio, alla vigilia di un protocollo che dovrebbe portare ad importanti lavori di riqualificazione e che, dopo essere stato vagliato dalle Giunte dei comuni interessati, sarà firmato lunedì 15 febbraio. Obiettivi: ridurre i tempi di percorrenza, aumentare la sicurezza e abbattere l’inquinamento nei centri abitati. Gli interventi previsti: entro tre anni sui nodi critici della SP258 (Novafeltria, Secchiano, Pietracuta, ponte Prena e Villa Verucchio, sempre entro tre anni sulla SP214 e nuovo Ponte Marecchia. Entro due anni il potenziamento del trasporto pubblico e dei percorsi ciclabili, ed entro tre il recupero dei tracciari ferovviari dismessi per inserire la Valmarecchia nei percorsi ciclabili di lunga percorrenza italiani ed europei. Il protocollo parla anche del collegamento tra la MArecchiese e la E45, ma qui la tempistica è ancora da definire, in accordo con Anas e anche attraverso accordi con la regione. I firmatari del protocollo sono la provincia e gli 11 comuni attraversati dalla Marecchiese, da Rimini a Maiolo.

 

Serve una Marecchiese vera – commenta la Confartigianato -, una strada che onori finalmente quel che avvenne nel 2009 col passaggio dei comuni dell’Alta Valmarecchia in Provincia di Rimini. Dieci anni fa uno studio commissionato da Fondazione Carim e Camera di Commercio diceva: il 62% degli imprenditori dell’Alta Valmarecchia ritiene decisivo un collegamento rapido con la costa. La Marecchiese oggi è una strada più sicura, va detto. Interventi che hanno cercato di contrapporre soluzioni alla strage di morti e incidenti di questi decenni. Ma non basta. Nella sostanza le imprese dell’Alta Valmarecchia hanno passato questi anni mantenendo nel loro bilancio una spesa cospicua per far fronte all’inefficienza dei collegamenti. Soldi buttati, persi per le aziende, per i dipendenti, per il progresso dei territori. Condizione che vale anche per la gente della Valmarecchia, per gli studenti, per tutti quelli che pensando al 2021 speravano in uno scenario diverso. Al mare c’è invece chi ritiene che quell’area debba essere quasi solo turistica. Posizione che ha evidentemente un rapporto intermittente con la realtà. Troppe parole e promesse sono state portate via dal vento. Lunedì prossimo alla Provincia di Rimini sarà firmato un protocollo che avvierà una nuova stagione per provare a risolvere il ‘buco nero’ della Marecchiese: un elenco di buone intenzioni, al momento. La Confartigianato chiede che parta un cammino concreto, basato su numeri e obiettivi precisi, con il coinvolgimento della Regione. Il protocollo è una base di partenza, sicuramente migliorabile e certo bisognoso di ben altra sostanza quanto ad impegni. Anche oggi, come accadde vent’anni fa, la Confartigianato sarà al fianco delle imprese. Abbiamo lottato per enfatizzare un legame storico, sociale, culturale. Se non sarà anche un legame virtuoso sotto il profilo economico, si tradirà tutto il resto”.

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