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radici nel territorio

Confcooperative Romagna: la visita in Formica e l’incontro con i dirigenti della cooperativa riminese

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 11 feb 2021 16:42 ~ ultimo agg. 16 feb 15:58
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“[…] Non dobbiamo avere paura di fare un disegno troppo grande che perda di vista i territori perché avremo l’obbiettivo comune di essere incisivi e protagonisti lungo le direttrici dello sviluppo ma presidiando e affondando le radici nei nostri territori.[…]”

Forse sono state proprio queste parole – pronunciate lo scorso novembre dal Presidente nazionale Maurizio Gardini in occasione della nascita di Confcooperative Romagna – che hanno motivato la visita presso La Formica da parte dei dirigenti della neonata centrale romagnola, avvenuta lo scorso martedì 2 febbraio.

Un serio momento di confronto e condivisione d’idee, che i dirigenti e i responsabili di Confcoopertive Romagna hanno deciso di avere con le realtà dislocate sul territorio, per capire quali sono i soggetti che rappresentano e partire con il piede giusto nella – non banale – costruzione delle relazioni: base fondante del rapporto cooperativa.

Quella di Confcooperative Romagna è una rete d’imprese che rappresentano una delle unioni più importanti a livello regionale e nazionale. Vi sono associate infatti 640 cooperative che operano nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini e che a loro volta rappresentano 160 mila soci, 39 mila occupati, (di cui 20 mila donne)  e un fatturato aggregato che sfiora i 7 miliardi di euro.

All’incontro, avvenuto poco prima dell’ora di pranzo nella sala riunioni della sede di via Portogallo, erano presenti il nuovo Presidente di Confcooperative Romagna Mauro Neri, il Segretario Generale Mirco Coriaci, il Responsabile territoriale per Rimini Roberto Brolli  e i dirigenti de La Formica: il Presidente Pietro Borghini, la vicepresidente Mirca Renzetti, il direttore Ceban Octavian, la vicedirettrice Francesca Vienna e il coordinatore dei servizi Maurizio Garavalli. Un momento importante di confronto cha ha avuto lo scopo di ascoltare, rispondere ancora meglio ai bisogni della cooperativa, riconosciuta com importante comunità di riferimento, per le future sfide poste dai nuovi assetti sociali, economici e istituzionali.

“Credo che la nascita di Confcooperative Romagna – precisa il presidente Mauro Neri – sia stata un’operazione importante, soprattutto in questo momento in cui la situazione è particolarmente critica sia a livello economico che a livello sociale. Abbiamo ritenuto opportuno far partire quanta nostra esperienza con il dialogo e il confronto. Questa mattina siamo andati ad incontrare di persona il Vescovo di Rimini portando la la nostra testimonianza, poi siamo venuti in questa importante cooperativa che è La Formica. Conosciamo bene l’energia del suo presidente. In questo momento particolare le cooperative sociali di tipo A e di tipo B hanno una particolare importanza , perché creano economia e danno contemporaneamente anche una risposta sociale. Dobbiamo inevitabilmente partire da questo connubio, perché sono i due elementi che servono adesso. In articolare quello sociale che in queste realtà prevale con i progetti d’inserimento lavorativo che pongono la persona al centro del progetto di lavoro.”

“Questa visita sui territori è utile a rendersi conto come stanno le cooperative aderenti a Confcooperative – sottolinea il presidente Pietro Borghini — e quali sono le loro istanze da portare anche al tavolo della confederazione, per aiutare a consolidare il lavoro e far crescere le nostre realtà. Il confronto con i dirigenti della neonata Confcoop Romagna è avvento prima sul descrivere quali sono le nostre attività principali, sottolineando la strutturata organizzativa sviluppata prevalentemente intorno al settore più importante nell’ambito dell’igiene ambientale. Poi abbiamo ragionato molto – e di questa loro apertura all’ascolto ne siamo davvero contenti – sulla grande problematica legata al contratto di lavoro delle cooperative sociali e come conciliare questo aspetto con l’intento di mantenere e sviluppare il settore prevalente dell’impresa, anche nei prossimi anni.”

Emiliano Violante

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