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Ina Casa e non solo

Antenne telefonia mobile, fronte rovente. In Consiglio quattro interrogazioni

In foto: il cantiere all'Ina Casa
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 10 minuti
ven 12 feb 2021 17:36 ~ ultimo agg. 18:40
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Sono state  ben quattro le interrogazioni ieri sera in Consiglio Comunale sul tema delle antenne per la telefonia mobile. Le hanno presentate Mario Erbetta di Rinascita Civica, Gioenzo Renzi e Nicola Marcello di Fratelli d’Italia, che già nei mesi scorsi erano intervenuti più volte, e Giovanni Casadei del PD.

Il punto centrale era l’antenna prevista in via Argelli, per la quale l’Amministrazione Comunale ha chiesto con una lettera all’amministratore delegato di Iliad una sospensione del cantiere (lettera inviata nei giorni scorsi ancora senza risposta) ma si è parlato anche delle situazioni di via Argelli e via delle Fosse.

Ribadita dai consiglieri di opposizione la necessità di fermare l’installazione all’Ina Casa via Argelli,  è stata ancora una volta sottolineata la necessità di aggiornare il regolamento comunale, con mappature adeguate. Casadei ha proposto anche un tavolo partecipato di telefonia e nuove tecnologie. L’assessore Montini ha ripercorso la storia dei regolamenti del Comune di Rimini, con la necessità di rivedere quello del 2006 per i ricorsi delle compagnie, e il quadro attuale, già ribadito nei giorni scorsi (vedi notizia). In risposta a Casadei che chiedeva se Iliad avesse presentato piani annuali delle installazioni, l’assessore ha specificato che la compagnia non è tenuta. Da tutti i consiglieri la richiesta di risposta scritta.


L’intervento di Gioenzo Renzi (FdI)

L’Amministrazione Comunale di Rimini autorizza le antenne “incompatibili” con il Regolamento Comunale.  E’ stata l’Amministrazione Comunale, tramite il SUAP (Sportello Unici Attività Produttive), a rilasciare al gestore le autorizzazioni per le installazioni delle antenne di Via Argelli, Via Ceccarelli, Palacongressi, con poco rispetto del proprio Regolamento Comunale per la telefonia mobile.

L’installazione dell’antenna in Via Argelli a 90 metri da due asili e vicino alle abitazioni esistenti del quartiere INA CASA è incompatibile con l’art.17 del Regolamento, in base al quale occorre:

“evitare i ricettori sensibili come le strutture scolastiche nel raggio di 200 metri”;

“minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici con la localizzazione dei nuovi impianti nella posizione più lontana dalle abitazioni esistenti “.

L’installazione di una quarta antenna sul tetto del Palacongressi e di una nuova antenna su un condominio di Via Ceccarelli, a pochi metri dall’asilo nido “Il Girotondo”, oltre all’esistente antenna sopra l’Istituto Maccolini, aumenta l’esposizione ai campi elettromagnetici delle zone residenziali circostanti. Considerando il contributo di tutte le antenne presenti nel raggio di 200 metri, invece di minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici, come richiesto dall’art. 17 del Regolamento Comunale.

Sulla base di queste osservazioni, con l’interrogazione consigliare di ieri sera, ho chiesto al Sindaco di revocare le suddette autorizzazioni e spostare la collocazione delle antenne in luoghi più distanti dalle abitazioni e dai luoghi sensibili, come gli asili. Concertando le esigenze dei gestori della telefonia mobile con le preoccupazione della popolazione per la salvaguardia della Salute pubblica.

Magari, prima delle autorizzazioni alle installazioni delle antenne, delle conseguenti e giustificate proteste dei cittadini e di chiedere lo ”stop” dei lavori.


L’interrogazione di Nicola Marcello (FdI):

A seguito delle perplessità, delle preoccupazioni segnalatemi dai cittadini residenti nella zona dell’ INA CASA e di alcuni sopralluoghi effettuati, nel consiglio del 25 giugno 2020 chiedevo la rivalutazione del posizionamento e della installazione dell’antenna in Via Argelli nel cuore del Quartiere 4 di cui sono stato amministratore per 10 lunghi anni .

Con oggi è la sesta volta che, nel giro di meno 18 mesi, intervengo contro la installazione di antenne a ridosso di civili abitazioni e di luoghi sensibili come scuole o centri anziani o centri sportivi.

Nel settembre 2019, dopo che i rilievi geologi avevano sconsigliano la installazione dell’antenna nel centro di un podere di via Selvapiana nella zona di Rimini Nord , i proprietari del civico numero 4 della stessa strada, nel giro di una settimana si videro posizionato il manufatto a pochi metri dalla loro abitazione senza nemmeno un minimo di preavviso e con un danno patrimoniale non di poco conto arrecato. Non entro nel merito di quello che nella moderna medicina legale viene definito come danno psicologico ed esistenziale.

In aprile 2020 tutti gli abitanti di via Baroni a Viserba Monte hanno visto l’inizio della realizzazione di un manufatto alto trenta metri e sito a ridosso dei balconi di un condominio con più di dieci famiglie e con due scuole site al limite della distanza prevista dal regolamento comunale. Della “battaglia” condotta contro la sua installazione soprattutto dai cittadini e da alcuni consiglieri comunali abbiamo avuto i frutti un paio di mesi fa , con la decisione di una sua ricollocazione.

Due mesi fa una antenna all’insaputa dei cittadini è stata posizionata nel cuore di Miramare su un manufatto privato.

Oggi sono a lottare come a giugno contro la installazione dell’ antenna in via Argelli. Una piccola strada sita nel cuore dell’Ina Casa , a ridosso del Parco Marecchia a non più’ di 200 metri da due scuole e soprattutto a ridosso di una delle più antiche scuole calcio di questa città che oggi si chiama River Delfini e che svolge la propria attività proprio nel “Campo dei Delfini Rimini”.

Anche nel caso della antenna in oggetto ovviamente massiva è stata e sarà ancora la mobilitazione dei cittadini residenti per la preoccupazione sia dal punto di vista della salute che dell’eventuale danno patrimoniale a carico degli immobili.

Chiedo tutto ciò soprattutto per il rispetto dei cittadini e per una salvaguardia da probabili effetti negativi magari oggi non noti ma frutto di future evidenze scientifiche.

Sui rischi da campi elettrici e magnetici e sui danni da esposizione alla salute umana esistono numerosissimi studi scientifici, a volte anche con pareri non uniformi, tanti altri ne sono in corso.

Tuttavia è fuori di ogni dubbio che ci troviamo di fronte ad effetti di tipo non stocastico o probabilistico che differiscono da quelli di tipo stocastico o deterministico che hanno un livello soglia e la cui gravità dipende dall’entità dell’esposizione.

Per comprendere la fondatezza delle preoccupazioni da “proliferazione di antenne” esistono numerosissimi studi che documentano gli effetti a breve termine dei campi elettromagnetici e gli effetti a lungo termine. Ovvio che questi ultimi sono frutto di studi in vitro su animali o di tipo epidemiologico.

Ma da amministratore e cittadino chiedo a voi sig. Sindaco e Signori della Giunta : ma un impianto situato a ridosso di civili abitazioni ed in una zona cosi densamente popolata con un centro sportivo ed una scuola nelle vicinanze è proprio necessario autorizzarlo?

Non sarebbe più adeguato per una “città modello” collocarlo in zone isolate o impervie se proprio dobbiamo garantire un servizio? Si fanno campagne faraoniche da anni per il rispetto dell’ambiente ed io non posso che essere favorevole, ma contro l’inquinamento elettromagnetico, questa amministrazione cosa sta facendo?

Questa Giunta per tramite di Lei Assessore si è impegnata a rivedere l’attuale Regolamento Comunale con il principio di tenere “i pali della telefonia” lontani dalle abitazioni . Oggi si sta perseverando con un altro impianto considerato il numero di cittadini interessati, nella stessa direzione!

Non voglio sentire ancora dire che l’Italia è la Nazione con uno dei livelli più bassi di esposizione a campi elettromagnetici e che il “ministro Colao” voglia aumentare i livelli a 61 V/m.

Non trovate utile, come tanti Comuni in Italia stanno facendo tipo Morciano di Romagna , rivedere il piano degli insediamenti di telefonia mobile e se proprio necessario insediare i manufatti solo su terreno demaniale del Comune in modo che anche gli eventuali introiti vadano a sgravare le tasse dei Cittadini ? In molte parti in Italia diverse amministrazioni hanno già preso questa decisione.

Da queste semplici e comuni considerazioni credo che ci siano tantissimi motivi per evitare la realizzazione dell’ antenna telefonica in oggetto in un centro abitato non in quanto contrario alla tecnologia ma nel rispetto dei principi fondanti ed essenziali del vigente Regolamento Comunale per la telefonia mobile che parla di “minimizzare esposizione elettromagnetica”, “minimizzare l’impatto visivo e paesaggistico ” ( traliccio di 30 metri!) , “privilegiare gli insediamenti in aree non adiacenti ad abitazioni private”, promuovere “la corretta informazione” dei cittadini. Tutti buoni intenti che non sembrano affatto applicati .

Ad essi aggiungo un principio forse meno astratto e nobile ma direi di prim’ordine per tanti cittadini che hanno contratto un mutuo per l’acquisto della propria casa : “ la svalutazione economica dell’immobile o dell’area”.

Solo dopo l’ennesima manifestazione di sabato scorso pare che questa Giunta, visto anche l’approssimarsi delle prossime elezioni comunali, voglia rivalutare l’installazione dell’antenna di Via Argelli ed aprire un confronto con Iliad, cosa che a giugno scorso già avevo chiesto ( ma meglio tardi che mai!).

Alla luce ti quanto sovraesposto e nel rispetto di una vasta comunità di concittadini

CHIEDO :

1.La sospensione definitiva dell’iter realizzativo dell’ antenna di via Argelli.

2 . Una valutazione delle criticità espletate nel presente documento ed un proficuo confronto con i rappresentanti del Comitato della Zona .

3 . Una revisione urgente del Regolamento Comunale sulla telefonia mobile adottando come criterio prioritario quello della lontananza dalle civili abitazioni di almeno 150 metri e di ubicare gli impianti solo su terreni di proprietà Comunale.


L’interrogazione di Mario Erbetta (Rinascita Civica)

Oggetto:antenne telefoniche di Via Argelli – Giardino dei Giusti- (Ina Casa), Via Ceccarelli e via delle Fosse n. 3

Ricevo in questi giorni un grido di dolore da parte di vari comitati di cittadini riminesi chedenunciano un prolificare selvaggio di antenne telefoniche.In Via Argelli ho incontrato sabato scorso i cittadini che hanno chiesto d’interrompere l’installazionedi un antenna di oltre trenta metri vicine alle scuole d’infanzia “il Glicine” e “La Rondine”, alcampo sportivo i Delfini e a pochi metri dalle abitazioni dell’Ina Casa.Installare un mostro del genere in un quartiere storico,abitato prevalentemente da anziani e quantodi più odioso possa fare un’amministrazione comunale.

Ho parlato con la sig.ra che ha inviato quellalettera accorata al Sindaco invitandolo a verificare sul posto come sia una follia l’installazione,come ho sentito le lamentele di tutti quegli anziani che aprendo la finestra la mattina vedrannoquesto obelisco faraonico pieno di ripetitori 3,4 e 5G.Il comitato ha fatto un ricorso amministrativo ma l’amministrazione ha comunicato in data 4Dicembre a una componente dello stesso che “sono state valutate diverse alternative in zona, manon hanno avuto esito positivo”.E’ di oggi la notizia che la Giunta ha dato mandato al segretario Comunale di chiedere a Iliad unamoratoria dei lavori chiedendo una collaborazione sul tema delle installazioni.Cosa vuol dire chiedere una collaborazione e una moratoria dei lavori?

L’installazione dell’antennava bloccata senza ritardi e individuato un’altro luogo distante da luoghi sensibili per non farerimanere queste dichiarazioni d’intenti solo parole e proclami viste le imminenti elezioni. La stessa società di telefonai, ILIAD ITALIA, ha installato “in fretta e furia” (in tre gg: 26. al28.01.2021) un’antenna ripetitore, in un’altro quartiere densamente abitato: si tratta delle tre stradine Ceccarelli, Fracassi e Padre Tosi con abitazioni solo residenziali, nonché un ambulatorio medicocon 9 medici ed un asilo nido (Girotondo) nelle immediate vicinanze, ignorando i principi diprecauzione e tutela della salute pubblica.

I Residenti hanno presentato al Comune un’istanza contro ILIAD ITALIA e stanno raccogliendoancora le firme di protesta. A tale istanza l’amministrazione comunale colposamente non ha maistata data risposta Come non bastasse ho ricevuto le preoccupazioni dei cittadini della Zona Via Saffi – PortaMontanara (RN), in merito all’installazione dell’ impianto ripetitore 5G sempre di Iliad, di via Delle Fosse 3 (Rimini).I cittadini della zona hanno richiesto delucidazioni ed espresso la loro preoccupazione al Comune diRimini, ad ARPAE e all’AUSL Romagna.Non avendo ricevuto chiare e precise risposte su tutte le perplessità avanzate, hanno inviato unesposto alla Procura della Repubblica di Rimini per ottenere delucidazione a garanzia della correttaperizia svolta dagli Enti che ne hanno permesso l’installazione.

Quello che preoccupa è che anche questo dispositivo è sito in una zona altamente popolata delcentro storico: si trova nelle vicinanze delle Scuole elementari “Enrico Toti” – alla Casa di riposo“Valloni”- 150 mt- e alla scuola Materna “La Lucciola”- 200 mt- oltre ad essere, come già detto, collocato in un punto in cui vi è alta densità abitativa

L’aggressività della società Iliad e il suo piano di installazioni selvaggio non può e non deve lasciarela Giunta inerme .Una Giunta competente e seria non può arroccarsi dietro il concetto di opere di pubblica utilità edelegare di fatto le autorizzazioni alle installazioni ai pareri di Arpae e Ausl senza entrare nelmerito e nella programmazione territoriale. E’ da ormai più di un anno, dalla battaglia di Via Baroni di Viserba, che chiedo un regolamentocon una precisa individuazione planimetrica dove il Comune identifichi le zone dove siano possibili nuove installazione tenendo in considerazione luoghi sensibili e il principio diprecauzione ma ad oggi solo proclami e niente altro, mentre le multinazionali della telefoniafanno il bello e il cattivo tempo sul territorio riminese che ad oggi ha più di 260 antenneinstallate.

Chiedo pertanto: 1) che l’amministrazione blocchi l’installazione dell’antenna di Via Argelli – Ina Casa e identifichi un luogo alternativo per l’installazione; 2) che la Giunta espliciti cosa vuol dire l’affermazione “chiedere una moratoria dei lavorie una collaborazione sul tema delle installazioni ad Iliad”; 3) che la Giunta risponda alle richieste degli abitanti di via Ceccarelli e alla loro raccolta firma e a tal proposito chiedo un’accesso agli atti di tale installazione con tutta ladocumentazione relativa; 4) che la Giunta spieghi lo stato dell’arte in relazione all’installazione di via delle Fosse 3 e all’esposto in procura fatto dai cittadini e a tal proposito chiedo un’accesso agli atti di tale installazione con tutta la documentazione relativa;5) la documentazione aggiornata di tutte le installazioni telefoniche effettuate nel nostro territorio e in particolare di quelle di prossima installazione e del loro iter amministrativo attuale;6) la realizzazione in tempi celeri di un regolamento per tali installazioni con un’identificazione planimetrica dove poter prevedere nuove installazioni di antenne telefoniche tenendo in considerazione luoghi sensibili e il principio di precauzione.

L’interrogazione di Giovanni Casadei (PD):

ANTENNA TELEFONIA INACASA: Sono stato coinvolto, come la giunta altri consiglieri, e la presidente del consiglio regionale Emma Petitti, dal comitato dell’ina casa, formatosi per contrastare l’istallazione dell’antenna iliad nell’area di via Argelli.
La protesta, nasce già diversi mesi fa, me ne ero interessato, ma sembrava che la cosa si sarebbe risolta con una sorta di concertazione con l’azienda si telecomunicazioni che ha ottenuto i permessi per l’installazione, cercando di valutare posizioni alternative, più distanti dall’edificato, e più distanti da luoghi sensibili.
Ricordo infatti che nei pressi dell’INACASA sono presenti 2 strutture adibite a scuola per l’infanzia , e dei campi di calcio , i campi della scuola di calcio dei Delfini, che in estate ospitano campi estivi per bambini.
Sono consapevole, del fatto che l’installazione dei nuove antenne per la telefonia, sia equiparata ad opera di urbanizzazione primaria.
So che L’Italia è tra i paesi Dell’Unione Europea che hanno normato le emissioni delle antenne, applicando limiti molto più restrittivi di quelli ammessi dall’unione europea-
Sono Consapevole della limitata competenza delle amministrazioni comunali sulle installazioni, Il “Decreto Semplificazioni” (16 luglio 2020, n. 76) infatti afferma che per i sindaci non sarà più possibile opporsi alle antenne di quinta generazione, prescrive la modifica delle disposizioni contenute nella legge 36 del 2001 in cui si delegava ai Comuni la possibilità di scegliere se procedere o meno all’installazione delle antenne di telefonia mobile.
Sempre il decreto però indica che “i Comuni possano adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici con riferimento a siti sensibili individuati in modo specifico, con esclusione della possibilità di introdurre limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio di […] reti di comunicazioni elettroniche di qualsiasi tipologia”. In altre parole, i sindaci possono adottare delle regole che minimizzino l’impatto per i propri cittadini.
Il comune di Rimini si è dotato di un regolamento nel 2010, che oltre ad indicare la localizzazione preferibile per le nuove antenne ( rotonde grandi parcheggi aree verdi non attrezzate periurbane) , stabilisce che le imprese di telecomunicazioni debbano proporre piani annuali di installazione.
Alla luce delle proteste inevitabili dei cittadini, ogni qualvolta si proponga una nuova installazione, chiedo:
– Se siano stati prodotti i piani annuali di installazione di ILIAD,
– Se Il comune non debba aggiornare il proprio regolamento, con una mappa dettagliata ed aggiornata delle aree sensibili.
– Se non si ritiene opportuno , vista la crescente richiesta di telefonia mobile, realizzare una campagna di rilevazione del fondo elettromagnetico di tutto il comune per poter valutare attentamente le evoluzione dell’inquinamento elettromagnetico.
– se non si rietiene opportuno, come afferma feder consumatori, il potenziamento dei controlli strumentali utilizzando, possibilmente, centraline per il monitoraggio in continuo di proprietà comunali che possono essere lasciate per più giorni non solo in corrispondenza dei siti sensibili, ma anche di quelli più critici a livello espositivo, valutando esposizione media ed esposizione di picco.
– se non sia possibile stabilire, sulla base delle rilevazioni del fondo e delle centraline, la costruzione un “tavolo della telefonia” partecipato dai cittadini per evidenziare le aree più opportune per ogni territorio in accordo con gli abitanti.
– avrei chiesto una sospensiva del cantiere dell’inacasa, ma vista le notizie di stampa che informano che è dato mandato al Segretario generale del Comune di inviare lettera formale all’amministratore delegato di Iliad Benedetto Levi per chiedere una moratoria dei lavori attualmente in corso in via Argelli all’INA Casa, chiedo se ci può aggiornare sull’esito della missiva.
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