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revisione piano impianti

Via Argelli. Il comune chiede al gestore di sospendere installazione

In foto: la protesta dei giorni scorsi in via Argelli
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 10 feb 2021 14:14 ~ ultimo agg. 11 feb 11:03
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Il comune di Rimini scrive ad Iliad per sospendere l’installazione dell’antenna di via Argelli, fortemente contestata dai residenti. Il sindaco e la Giunta comunale hanno dato mandato al Segretario generaledi inviare lettera formale all’amministratore delegato di Iliad Benedetto Levi per chiedere una moratoria dei lavori attualmente in corso. Nella lettera che arriverà nei prossimi giorni anche agli altri gestori di telefonia mobile si chiede di ridefinire con il comune il piano di installazione degli impianti su tutto il territorio comunale.

 Con questo atto, l’Amministrazione vuole proseguire una collaborazione con Iliad che vada oltre al caso specifico dell’installazione dell’impianto di via Argelli, ma che possa in qualche modo trovare un percorso condiviso tra le esigenze della Città e il legittimo piano di sviluppo del Gestore – commenta l’assessore all’Ambiente del Comune di Rimini Anna MontiniUn’azione che prova ad inserirsi in un vuoto normativo, che lascia le amministrazioni comunali privi di strumenti efficaci di pianificazione e di intervento anche di fronte a richieste di installazioni plurime/massive come nel caso di operatori entrati di recente nel mercato, lasciando invece più ampio margine di intervento ai gestori. Una indeterminatezza di vincoli e procedure che è conseguenza diretta del minimo spazio di azione che il Comune può ritagliarsi sulle installazioni”.   

 

Il comune cerca, per quanto possibile, di fare chiarezza sul nebuloso quadro normativo.

 La normativa nazionale inserisce le infrastrutture di comunicazione mobile tra le ‘opere di pubblica utilità’, garantendone la distribuzione in tutto il territorio nazionale. Allo Stato è demandata la funzione di determinare limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità relativi ai campi elettromagnetici, ai fini della tutela della salute. L’installazione delle infrastrutture è subordinata al rilascio di autorizzazione del Comune all’operatore di telecomunicazioni. All’interno di questo quadro legislativo, il Comune di Rimini si è dotato nel 2006 del Regolamento per il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per la telefonia mobile e la minimizzazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici, che fissava condizioni precise (anche in termini di distanze minime da luoghi sensibili) da osservare nell’installazione degli impianti, ai fini del rispetto dei limiti di emissione definiti dallo Stato e degli indirizzi urbanistici e monitoraggio ambientale delle Regioni.   

Negli anni a seguire però la disciplina di una materia di per sé già complessa è diventata ancor più labirintica a fronte di sentenze del Tar, pareri, sopraggiunte normative che di fatto hanno reso inefficace il regolamento comunale adottato. A fronte dei numerosi ricorsi ai Tar da parte degli operatori, che contestavano la legittimazione del Comune nel dettare prescrizioni sull’insediamento degli impianti, la giurisprudenza amministrativa ha ridefinito il campo di azione dei Comuni, che possono agire sugli aspetti pianificatori ed urbanistici collegati alle opere di urbanizzazione primaria e non invece alla tutela della salute, la cui salvaguardia è demandata al legislatore statale. Un orientamento rafforzato da un parere del Ministero delle Comunicazioni-Ispettorato Territoriale dell’Emilia Romagna che ha negato la possibilità per il Comune di porre limiti tecnici (come la distanza dai luoghi sensibili) che invece erano presenti nel precedente regolamento comunale.   

 A fronte di questi interventi, nel marzo 2010 il Comune si è trovato a dover modificare il Regolamento, che ora si limita a dettare disposizioni procedurali e a promuovere accordi tra i gestori di reti di telefonia e Comune, per far sì che nel posizionamento degli impianti siano privilegiati alcuni siti rispetto ad altri.   

Nel caso specifico di Iliad va inoltre ricordato che la Regione nel 2018 ha espresso l’orientamento secondo cui nei confronti di un gestore subentrante come Iliad – tra gli ultimi operatori ad arrivare sul mercato della telefonia mobile – dovessero applicarsi procedure semplificate. Ad esempio, il gestore non ha l’obbligo di presentare il piano annuale delle installazioni, limitando così la possibilità per i Comuni di compiere una valutazione complessiva sulle scelte di insediamento del gestore e avanzare possibili controproposte.   

Va da sé che il quadro normativo riproposto fotografa nitidamente i risicati margini di azione dei Comuni, che però non possono chiudere gli occhi davanti a piani di installazione che non si inseriscono adeguatamente nel contesto urbano. Aspetti che chiederemo al gestore di valutare, anche alla luce del danno di immagine che lo stesso operatore potrebbe subire, a fronte di una politica aziendale che non tiene in considerazione le richieste e le preoccupazioni degli utenti 

Confidiamo di poter proseguire con Iliad l’interlocuzione proficua avviata in precedenti situazioni , in modo da poter trovare una modalità operativa condivisa e una soluzione adatta per l’impianto di via Argelli. Siamo in contatto con il comitato di residenti che si è informato e che incontreremo proprio oggi, per informarli dello stato di fatto e confrontarci sui passi da compiere”. 

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