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Esito in quindici minuti

Tamponi nasali rapidi. Consegnato il primo lotto alle Ausl

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 14 nov 2020 08:11 ~ ultimo agg. 08:22
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A oggi tutte le Aziende sanitarie da Piacenza alla Romagna hanno ricevuto e distribuito gran parte della prima quota di tamponi nasali rapidi con risultato in un quarto d’ora del primo lotto di oltre 1 milione di pezzi dedicati ai Dipartimenti di sanità pubblica del territorio.

Si tratta solo di una prima parte di una fornitura più ampia di tamponi, che arriva a quasi 2 milioni di unità e che è stata in prevalenza già consegnata, se non nei casi in cui le Asl stesse hanno scelto di dilazionare gli arrivi per gestire meglio la logistica: complessivamente, 250.000 tamponi antigenici sono destinati alle aziende firmatarie del Patto del lavoro, per eseguire a loro carico i controlli sui propri dipendenti, mentre 850.750 test vanno ai presidi ospedalieri e i punti di primo intervento.

Tra gli utilizzi previsti per questo nuovo tipo di tamponi la chiusura a 10 giorni della quarantena dei contatti stretti di positivi, i test sui viaggiatori in arrivo all’Aeroporto Marconi di Bologna, gli screening a scuola per studenti e insegnanti in caso di un contagio, i controlli sugli utenti e sul personale delle Cra e delle altre strutture sociosanitarie, con in prospettiva anche i tamponi sui visitatori, e i test sulle categorie professionali o le fasce d’età più a rischio.

“Contro questo virus che non ci lascia tregua fare più controlli è la migliore arma che abbiamo a disposizione: più tamponi riusciamo ad effettuare, più possiamo isolare i positivi e cercare di arginare la diffusione del contagio, tutelando la salute nei luoghi di lavoro, nelle scuole e in tanti altri luoghi vitali per i nostri cittadini – dichiara Raffaele Donini, assessore alle politiche per la saluteI Dipartimenti di sanità pubblica di tutta la Regione hanno già a disposizione circa 1 milione di test, già per la maggior parte consegnati, e saranno divisi tra gli ospedali e le aziende del Patto per il lavoro che si sono offerte con grande responsabilità di effettuare a loro spese i test sui loro dipendenti: questo è uno sforzo senza precedenti, dall’inizio della pandemia a oggi non sono stati effettuati altrettanti tamponi”.