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la decisione del gip

Delitto di via Pola, l'assassino resta in carcere

In foto: i poliziotti davanti all'appartamento dei coniugi
di Redazione   
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mer 28 ott 2020 13:40 ~ ultimo agg. 19:16
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Giovanni Laguardia resta in carcere. Così ha deciso il gip del tribunale di Rimini, Benedetta Vitolo, dopo l’interrogatorio di garanzia di ieri interrotto sul nascere. Il 69enne, idraulico in pensione, si era avvalso della facoltà di non rispondere. “Non parlo, non me la sento”, aveva detto al giudice. Che, pur non riconoscendo il pericolo di fuga, ha invece ravvisato il pericolo della reiterazione del reato. Ora il difensore di Laguardia, l’avvocato Andrea Mandolesi, che aveva chiesto per il suo assistito i domiciliari, ha dieci giorni di tempo per decidere se impugnare o meno la decisione del gip davanti al Riesame.

Intanto le indagini della Squadra mobile di Rimini, diretta dal commissario Mattia Falso, non si fermano. Il movente economico, che avrebbe spinto Laguardia a uccidere a martellate nel sonno la moglie ucraina Vera Mudra, nelle ultime ore ha iniziato a vacillare. Infatti sarebbe spuntata l’ombra di un’altra donna e di un sospetto tradimento. Servono però dei riscontri e a questi stanno lavorando gli investigatori della questura. Vera potrebbe aver scoperto la “scappatella” e, magari, deciso di lasciare il marito? O a portare all’esasperazione Laguardia, come lui stesso ha dichiarato ai poliziotti prima di chiudersi in un silenzio invalicabile, sarebbero state le pressanti e continue richieste di denaro della moglie, che con quei soldi voleva aiutare i figli rimasti in Ucraina?

Di sicuro tra Giovanni e Vera nell’ultimo periodo c’erano state delle incomprensioni e dei litigi, anche piuttosto accesi. Le cause, al momento, restano ancora tutte da chiarire.