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Imprese femminili. Il covid pesa sulla crescita

In foto: lavoro al femminile
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 28 lug 2020 14:33
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Sono 7.465 imprese femminili attive in provincia di Rimini al 30 giugno, il 21,9% del totale delle imprese, con una percentuale leggermente più alta della regione (21,2%) ma un poco più bassa della media nazionale ( 22,6%). Diminuiscono però rispetto alla stessa data dello scorso anno, – 0,8% con un trend più alto rispetto al resto dello stivale (-0,3%). Le donne sono per lo più imprenditrici nel settore del commercio (30,8%), alloggio e ristorazione (18,3%), i servizi alle persone (10,8%), le attività immobiliari (8,9%), l’agricoltura (7,2%). Solo il 5,5% nell’industria manifatturiera. I cali nel corso dell’anno sono stati registrati in tutti i settori a parte l’immobiliare (+2,2%), con diminuzioni anche abbastanza consistenti: Commercio (-2,1%), nell’Alloggio e ristorazione (-1,9%), nell’Agricoltura (-2,2%), nel Manifatturiero (-3,8%) e, in forma lieve, nelle Altre attività di servizi (-0,4%). Per lo più, il 63,8%, sono imprese individuali, seguite dalle società di persone (18,9%) e società di capitale (16,1%). Nel confronto con l’anno precedente crescono le società di capitale (+2,6%) mentre diminuiscono sia le imprese individuali (-1,5%) sia le società di persone (-1,1%).

I settori con la più alta incidenza percentuale delle imprese femminili sul totale delle imprese attivesono, nell’ordine: Altre attività di servizi (54,1%), Alloggio e ristorazione (29,2%), Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (28,7%), Commercio (26,6%) e Agricoltura (22,1%).

In un contesto di analisi territoriale, infine, si evidenzia come la maggioranza delle imprese femminili provinciali ha sede nel comune di Rimini (43,7%);  buona anche la presenza nei comuni di Riccione (13,2%), Bellaria Igea Marina (7,0%), Santarcangelo di Romagna (5,8%) e Coriano (2,2%), e di Cattolica (7,7%), Misano Adriatico (3,8%) e San Giovanni in Marignano (2,2%) . Ad essi vanno aggiunti i comuni di Morciano (2,1%), Novafeltria (2,0%) e Verucchio (2,0%.

Tra i principali comuni, quelli con la più alta incidenza percentuale delle imprese femminili sul totale delle imprese attive sono, nell’ordine: Cattolica (25,9%), Novafeltria (25,8%), Riccione (23,8%), Bellaria (23,4%) e Morciano (22,5%).

“In Romagna, oltre un’impresa su 5, è al femminile e in Italia, secondo quanto emerge dal Rapporto sull’imprenditoria femminile presentato il 27 luglio da Unioncamere italiana, le imprese femminili sono più di un milione e trecento mila – commenta Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Purtroppo, con l’emergenza Covid-19 la loro crescita ha subito un rallentamento, probabilmente anche a causa del fatto che nelle fasi dell’emergenza il maggior aggravio familiare è ricaduto sulle donne. Inoltre, ancora resistono condizionamenti culturali che ne rallentano l’intraprendenza come, per esempio, la maggiore difficoltà a ricorrere al credito bancario. Il rilancio dell’economia, invece, passa anche dalle donne che fanno e vogliono fare impresa, che rappresentano un potenziale ancora inespresso su cui puntare. È sempre più importante, perciò, riservare all’imprenditorialità femminile più attenzione e assistenza per aiutarle nel loro percorso imprenditoriale: incentivi economici, percorsi formativi adeguati e strumenti di welfare e di conciliazione tra vita familiare e lavorativa.”

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