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scontro con i bagnini

Fipe-Confcommercio insiste: "Sì al delivery in spiaggia aperto a tutti"

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 11 mag 2020 16:30 ~ ultimo agg. 19:43
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“Ci siamo stupiti del livore presente nelle parole dei vari concessionari di spiaggia all’idea che il delivery sulla sabbia sia concesso a tutti. Una possibilità che a noi non sembra la soluzione di tutto – sottolinea Gaetano Callà, presidente di Fipe-Confcommercio della provincia di Rimini – ma che, se concessa, potrebbe concorrere a soddisfare le diverse esigenze del turista e del cliente in generale. Alla luce delle difficoltà che obiettivamente tutti avremo in questa stagione estiva alle porte, turisti compresi, la consideriamo un’opportunità che andrebbe ad affiancarsi a quei pasti sotto l’ombrellone fortemente voluti da bagnini e risto-bar di spiaggia e concessi con apposita ordinanza comunale da un paio d’anni, ma mai realmente realizzati. Un’idea nata morta, perché andando oltre alle foto di rito, i pasti serviti sotto l’ombrellone si sono contati sulle dita delle mani”.

Fipe-Confcommercio, quindi, rilancia l’idea di aprire il delivery sotto l’ombrellone a tutti e non solo ai bar in spiaggia: “I chioschisti – afferma Callà – hanno dimostrato di non riuscire a servire pasti sotto l’ombrellone in maniera consona e organica, ma allo stesso tempo vogliono vietare che una pizzeria, un ristorante, un gelataio possa portare in spiaggia i prodotti ordinati dal cliente. La concessione però non trasforma la spiaggia in monopolio assoluto. La domanda esiste, quest’anno ancora di più, ma va creato un servizio adeguato e di qualità. Sempre di più invece la spiaggia sembra voler diventare una mensa privata a cielo aperto, in cui si vorrebbe la moltiplicazione dei coperti o addirittura l’installazione di distributori automatici. Farlo proprio in questo momento di crisi significa non avere a cuore il resto della città: questo tipo di soluzione, che di fatto blinda i turisti H24 tra albergo e spiaggia, rischierebbe infatti di affossare non solo l’intero comparto costiero dei pubblici esercizi, ma anche il commercio che si giova del passaggio delle persone”.

La federazione italiana dei pubblici esercizi riminesi auspica, quindi, collaborazione tra gli attori chiamati a risollevare una stagione estiva che si preannuncia durissima: “Da parte nostra promuoviamo l’equilibrio e la visione di una stagione particolare, speriamo solo di passaggio, in cui tutte le componenti del nostro turismo riescano a resistere e a traghettarsi fuori dall’emergenza per tornare presto alla normalità delle cose. Scatti in avanti, minacce di carte bollate e paletti non vanno certo nella direzione del massimo dialogo e confronto che auspichiamo. Consapevoli che la ristorazione, come provano studi ed esperti, è insieme alla cultura il primo tra i motivi di scelta di una vacanza in Italia, la nostra priorità – conclude Callà – è la costruzione di un’offerta turistica appetibile e sicura, che quest’anno garantisca la sopravvivenza di più attività possibili. Siamo pronti a sederci al tavolo, ma non partendo da diktat e imposizioni corporative”.

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