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lettera FISM

Appello scuole materne paritarie cattoliche per "continuare ad esserci"

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 19 mag 2020 12:25
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Alleanza, comunità, bisogni, cura. Parole piene di speranza quelle messe nero su bianco in una lettere firmata dai gestori della scuole paritarie cattoliche (FISM) di Rimini. “Il cambiamento determinato dal Coronavirus – scrivono -, ha reso più vulnerabili anche i nostri servizi e scuole dell’infanzia, allo stesso tempo però questo momento così difficile e complesso è vissuto da tutti noi come un’occasione di rilancio”. Consapevoli che il “rischio zero” in una realtà a contatto con i più piccoli non è possibile, richiamano il valore dell‘alleanza scuola, famiglia e territorio. Così come fondamentale sarà garantire ai bimbi, con tutte le cautele del caso, il  diritto alla socialità, allo sporcarsi, al contatto e alla relazione. E poi l’appello perché il prezioso servizio svolto sul territorio possa continuare ad esistere: “per continuare ad esserci, chiediamo di essere messi nelle condizioni di poterci essere, anche mediante i contributi che dalle istituzioni potranno pervenire, affinché la costruzione del futuro sia sostenibile da un punto di vista economico oltre che progettabile a livello psicopedagogico“.

la lettera

Come scuola ci siamo trovati tutti improvvisamente a vivere un momento surreale, così buio ed imprevedibile da mettere in crisi tante nostre certezze.
Da un giorno all’altro molto di quello che eravamo soliti fare non è stato più possibile farlo. Siamo passati da un primo momento di smarrimento generale in cui ci siamo sentiti disorientati ad
un secondo in cui ci siamo attivati recuperando la consapevolezza del nostro essere e fare scuola attraverso un’azione educativa che nonostante l’emergenza fosse progettata.
Si è aperto quindi un confronto interno al coordinamento FISM Rimini per iniziare a pensare ad una scuola diversa ma sempre fondata su alcuni valori e presupposti pedagogici imprescindibili.
Sono emerse parole chiave condivise che hanno dato voce ai nostri servizi educativi e significato a tutte quelle pratiche che fino ad allora erano date un po’ per scontate.
Il cambiamento determinato dal Coronavirus, ha reso più vulnerabili anche i nostri servizi e scuole dell’infanzia, allo stesso tempo però questo momento così difficile e complesso è vissuto da tutti noi come un’occasione di rilancio:

siamo disposti a ripensarci e riprogettare per poter ripartire?
Le parole chiave imprescindibili per una nuova progettualità scaturite dal confronto sono le
seguenti:
comunità scolastica → una comunità educante che tiene dentro le diverse professionalità valorizzando le loro unicità ma allo stesso tempo promuovendo un lavoro di squadra che tiene al suo
interno tutti i protagonisti dell’intero processo educativo;
alleanza scuola/famiglia/territorio → una sincera e vera alleanza la si considera tale nel momento in cui c’è un vero scambio, reciprocità e corresponsabilità tra scuola famiglia e territorio di appartenenza, consapevole che “rischio zero” sarà impossibile a causa della inevitabile vulnerabilità della situazione e della natura umana pur con l’attuazione di tutti gli accorgimenti previsti;
sentirsi parte del sistema → come scuole FISM condividiamo fatiche e risorse dell’essere scuola nella convinzione che un lavoro sinergico porti una maggiore progettualità e creatività;
bisogni delle famiglie → ascoltare la voce delle famiglie affiancandole e sostenendole nella quotidianità educativa;
bisogni dei bambini → garantire i diritti fondamentali dei bambini (ad esempio il diritto alla socialità, allo sporcarsi, al contatto e alla relazione), pur nella consapevolezza di doverli rimodulare rispetto alle disposizioni sanitarie;
comunicazione → attivare un passaggio di informazioni trasparente, tempestivo ed efficace all’interno della scuola, con le famiglie, con il territorio e le istituzioni;
formazione → rispetto alla copresenza di paura e desiderio di ripartire nel personale e nelle famiglie da un punto di vista psicopedagogico e socio sanitario;
cura → rielaborazione dei vissuti emotivi dei bambini attraverso il gioco, le arti, la narrazione, il dialogo e degli adulti attraverso momenti di confronto, partecipazione e scambio.

Ecco è proprio da queste parole che vorremmo ripartire per far sì che le nostre scuole ritornino a vivere ancor di più uscendo fuori dai confini che eravamo soliti non varcare, facendo uscire allo
scoperto ciò che eravamo soliti fare, con una progettualità sicuramente diversa e nuova, ancor più consapevoli di come sia importante la nostra presenza sul territorio per le nostre famiglie e i nostri bambini. Per continuare ad esserci, chiediamo di essere messi nelle condizioni di poterci essere, anche mediante i contributi che dalle istituzioni potranno pervenire, affinché la costruzione del futuro sia sostenibile da un punto di vista economico oltre che progettabile a livello psicopedagogico.

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