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"Rivedere regolamento telefonia"

Antenna a Viserba. Marcello interroga in Consiglio: sospendere i lavori

In foto: il basamento (da Nicola Marcello)
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 5 minuti
mar 12 mag 2020 15:47 ~ ultimo agg. 16:42
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Il consigliere comunale di Forza Italia Nicola Marcello ha presentato un ordine del giorno urgente da discutere nella prossima seduta del Consiglio Comunale per chiedere la sospensione dei lavori di installazione dell’antenna Iliad in via Baroni a Viserba e di rivalutarne posizionamento e realizzazione. Subito dopo l’inizio dei lavori i cittadini hanno avviato una raccolta di firme chiedendo sempre lo stop ai lavori e lo spostamento, preoccupati per la vicinanza ad abitazioni e luoghi sensibili. Sono state raccolte oltre 800 firme cartacee (oltre alle 700 di una petizione online).

Marcello, raccogliendo le preoccupazioni dei cittadini, sottolinea come – pur in presenza di tutte le autorizzazioni di legge rilasciate all’impianto – la vicinanza a poche centinaia di metri di un’altra antenna porterebbe a esposizioni rischiose. Un’installazione del genere, sottolinea Marcello, avrebbe comunque richiesto un coinvolgimento più ampio dei cittadini rispetto agli obblighi minimi di comunicazione previsti dalle normative.

Dopo avere intrapreso una battaglia analoga per un’antenna in via Selvapiana, tra Orsoleto e Santa Giustina, Marcello sollecita ancora l’Amministrazione Comunale a rivedere il regolamento per la telefonia mobile. Sul tema dell’antenna di Viserba avevano interrogato in Consiglio anche Erbetta e Renzi (vedi notizia).


L’interrogazione di Nicola Marcello.

RICHIESTA SOSPENSIONE LAVORI DI INSTALLAZIONE ANTENNA TELEFONIA
MOBILE VIA BARONI 21 A VISERBA.

– Al Sindaco Dott. Andrea Gnassi
– All’Assessore ambiente dott.ssa Anna Montini
-All’Assessore alla Scuola dott. Mattia Morolli

ll sottoscritto Nicola Marcello, Consigliere Comunale interroga le SS.VV, a seguito delle perplessità e preoccupazioni segnalatemi dai cittadini residenti nella zona di Viserba Monte in merito alla installazione del manufatto in oggetto chiedendo la sospensione dei lavori, la rivalutazione del suo posizionamento e della sua realizzazione.
Pur confidando nella piena legittimità e regolarità della concessione da parte degli uffici comunali preposti, tale richiesta deriva da documentazione fornitami da cittadini e tecnici del luogo e dalle osservazioni raccolte a seguito di vari incontri con i residenti.
Da alcuni giorni sono iniziati i lavori per la creazione del basamento che porterà alla installazione di una antenna per impianto fisso di telefonia mobile
Come logico aspettarsi la ditta installatrice ha chiesto nei dovuti termini e modi le autorizzazioni necessarie al SUAP di questo Comune.
Da fonti acquisite pare che “il Comune di Rimini ha pubblicato l’ avviso pubblico dell’istanza ILIAD su Albo Pretorio il 18 giugno 2019 ( prot. N 0168613) e probabilmente su due quotidiani, senza nessuna informazione esplicita ai cittadini, come sarebbe certamente avvenuto in presenza dei “Consigli di Quartiere” la cui reintroduzione mi viene promessa da anni ma sempre inattuata.
Trascorsi ovviamente i trenta giorni senza osservazioni dei cittadini la pratica per un “assenso silente ” va avanti. Nemmeno i tanti blasonati CI.VI.VO. che dovevano essere al servizio dei cittadini hanno sollevato illustrato la questione .
Il SUAP acquisiti i pareri dei vari Enti a vario titolo competenti ( Arpae, AUSL, Sovraintendenza etc..) rilascia il permesso a costruire ad ILIAD il 04/03/2020 , già in piena emergenza Covid 19. Ovviamente come in tutti questi casi, pur essendoci nella zona un altro impianto simile, i valori di campi elettromagnetici stimati tenuto conto del contributo totale di tutti i sistemi di trasmissione sono risultati al di sotto dei parametri di legge previsti, con un verosimile sforamento dei limiti di attenzione di 6V/min in una porzione di edifici di una via circostante, a causa della sovrapposizione degli effetti della nuova SRB in via di realizzazione con una esistente ed ubicata in un terreno agricolo.
“Tali risultati, confermati anche da Arpae di Rimini, evidenziano una chiara criticità dell’impianto in oggetto sia dal punto di vista dei parametri espositivi massimi previsti dalla normativa nazionale (DPCM 8/7/2003) sia nell’ottica di una minimizzazione delle esposizioni, obiettivo primario di un qualsiasi Regolamento Comunale così come sancito dalla L.Q. 36/2001 all’art.8 comma 6. Senza la nuova SRB questi edifici non sarebbero esposti a campi elettromagnetici superiori ai valori di attenzione di 6Vm e pertanto non sembra rispettata la finalità di minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici come riportato all’art.2 del Regolamento Comunale di Rimini per l’insediamento urbanistico delle SRB”.
Tale impianto di telefonia alto 30 metri, è in via di realizzazione in via Baroni 21 a Viserba, luogo urbanizzato, anzi neo-urbanizzato e teleriscaldato, densamente popolato specialmente da famiglie con bambini , nelle vicinanze di un asilo in via Sacco e Vanzetti 13 e di un asilo nido in via Sacco e Vanzetti 11, nelle vicinanze di un centro anziani , a ridosso ( pochi metri) di una palazzina adibita ad uso civile abitazione ed a meno di 250 da una SRB di altro gestore.
Alla luce di tutto ciò si richiede a Codesta Giunta di rivalutare questo nuovo insediamento e di sospendere i lavori nell’attesa di una nuova verifica di conformità al Regolamento Comunale e nello specifico per gli articoli Articoli 2, 3, 14,16,17.
Chiedo tutto ciò soprattutto per il rispetto dei cittadini e per una salvaguardia da probabili effetti negativi magari oggi non noti ma frutto di future evidenze scientifiche.
Sui rischi da campi elettrici e magnetici e sui danni da esposizione alla salute umana esistono numerosissimi studi scientifici, a volte anche con pareri non uniformi, tanti altri ne sono in corso.
Tuttavia è fuori di ogni dubbio che ci troviamo di fronte ad effetti di tipo non stocastico o probabilistico che differiscono da quelli di tipo stocastico o deterministico che hanno un livello soglia e la cui gravità dipende dall’entità dell’esposizione.
Per comprendere la fondatezza delle preoccupazioni da “proliferazione di antenne” esistono numerosissimi studi che documentano gli effetti a breve termine dei campi elettromagnetici e gli effetti a lungo termine. Ovvio che questi ultimi sono frutto di studi in vitro su animali o di tipo epidemiologico.
Nel nostro caso ci troviamo secondo fonti letterarie ed autorizzazioni Arpae entro limiti consentiti dalle normative attuali o comunque border-line nel caso degli effetti di sommatoria dei due impianti.
Ma da amministratore e cittadino chiedo a voi sig. Sindaco e Signori della Giunta : ma un impianto situato a ridosso di un’ abitazione ed in una zona cosi densamente popolata è proprio necessario autorizzarlo?
Non sarebbe più adeguato per una “città modello” collocarlo in zone isolate o impervie se proprio dobbiamo garantire un servizio? Si fanno campagne faraoniche da anni per il rispetto dell’ambiente ed io non posso che essere favorevole, ma contro l’inquinamento elettromagnetico, questa amministrazione cosa sta facendo? Comprereste voi un immobile sito 25 metri da una antenna alta 30 che magari ti fa ombra anche sul terrazzo in un giorno di sole?
In una mia precedente “lotta” di appena sei mesi fa contro l’installazione di una antenna simile in via Selvapiana sempre a Rimini Nord , dove è stata tolta la serenità ad una famiglia che con tanti sacrifici ha costruito la propria abitazione in campagna e che sta intraprendendo una azione legale contro questa Amministrazione, la Giunta per tramite dell’Assessore di riferimento si era impegnata a rivedere l’attuale Regolamento Comunale con il principio di tenere “i pali della telefonia” lontani dalle abitazioni . Oggi state perseverando ed anche peggio, considerato il numero di cittadini interessati, nella stessa direzione!.

Da queste semplici e comuni considerazioni credo che ci siano tantissimi motivi per bloccare la realizzazione dell’ antenna telefonica in oggetto in un centro abitato non in quanto contrario alla tecnologia ma nel rispetto dei principi fondanti ed essenziali del vigente Regolamento Comunale per la telefonia mobile che parla di “minimizzare esposizione elettromagnetica”, “minimizzare l’impatto visivo e paesaggistico ” ( traliccio di 30 metri!) , “privilegiare gli insediamenti in aree
non adiacenti ad abitazioni private”, promuovere “la corretta informazione” dei cittadini. Tutti buoni intenti che non sembrano affatto applicati al nostro caso .
Ad essi aggiungo un principio forse meno astratto e nobile ma direi di prim’ordine per tanti cittadini che hanno contratto un mutuo per l’acquisto della propria casa : “ la svalutazione economica dell’immobile o dell’area”.

Alla luce ti quanto sovraesposto e nel rispetto di una vasta comunità di con-cittadini

CHIEDO :

1 . Immediata sospensione dei lavori di realizzazione del manufatto in via Baroni 21.
2 . Una valutazione delle criticità espletate nel presente documento attraverso un confronto con almeno tre rappresentanti del comitato dei cittadini della Zona .
3 . Una verifica ulteriore del rispetto dei limiti di esposizione dati dalla sommatoria dei due impianti di telefonia.
4 . Una revisione urgente del Regolamento Comunale sulla telefonia mobile adottando come criterio prioritario quello della lontananza dalle civili abitazioni di almeno 150 metri

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