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Dal 27 aprile

Il territorio di Rimini pronto alle prime ripartenze e a riallinearsi con la Regione

In foto: repertorio
di Redazione   
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mar 21 apr 2020 19:58 ~ ultimo agg. 22 apr 16:54
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Rimini pronta a far ripartire le prime attività, se arriverà il via libera dal Governo alle proposte della Regione, e a riallinearsi col resto dell’Emilia Romagna. Si è svolta nel pomeriggio una riunione in videoconferenza dell’Unità di crisi per l’emergenza COVID-19, presieduta dal Prefetto, cui hanno preso parte il Presidente della provincia, tutti i Sindaci dei comuni del territorio, il direttore generale AUSL Romagna e l’Agenzia regionale di protezione civile per fare il punto sullo stato di attuazione delle misure adottate dalla Regione per la provincia di Rimini.

Il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi, in qualità di componente dell’Unità di crisi regionale, ha espresso al Tavolo l’esigenza della Regione di provvedere, anche con una eventuale ordinanza, a chiarire alcuni aspetti applicativi dei regimi in vigore per i territori di Piacenza e di Rimini. In relazione, in particolare, alla possibilità di estendere anche ai due territori la previsione della movimentazione delle merci in entrata e in uscita dai magazzini delle aziende sospese, attività già consentite nel resto del territorio regionale e nazionale.
Questa esigenza, condivisa dai Sindaci, comporterà l’adozione di un nuovo provvedimento, in attesa delle future determinazioni del Governo dal confronto nella Cabina di regia con le Regioni prevista giovedì prossimo. Nella riunione sarà valutata l’entrata in vigore di un nuovo regime su tutto il territorio nazionale, di superamento dei codici ATECO e di considerazione di nuove filiere produttive, dal 27 aprile, regime al quale i sindaci del territorio
hanno fin d’ora espresso la volontà di allinearsi superando, se si concretizzerà questa nuova ipotesi, l’attuale sistema di misure differenziato. La richiesta della Regione Emilia Romagna al Governo era quella di poter ripartire in particolare con le attività legate all’export. i cantieri pubblici e quelli privati legati alle fiere già attive.

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