venerdì 22 novembre 2019
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Dubbi sui costi

Metromare. Riccione attacca: 1,1 milioni per 8 mesi di sperimentazione

In foto: l'assessore al Bilancio Luigi Santi
di Andrea Polazzi   
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gio 17 ott 2019 14:12 ~ ultimo agg. 16:35
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Non si placano le nuove polemiche sul Metromare. L’avvio del servizio sembra slittare di alcune settimane dopo la mancata aggiudicazione della gestione a Start che sarebbe dovuta avvenire nell’assemblea dei soci PMR di mercoledì (vedi notizia). Nel corso dell’assemblea però sono emersi altri dettagli sulla fase di sperimentazione con i mezzi sostitutivi. Il servizio con autobus provvisori ibridi o a metano a partire dalle prossime settimane e fino a luglio 2020 comporterebbe una spesa di circa 1.100.000 euro imposte incluse. Lo spiega una nota diffusa dal comune di Riccione. 640.000 euro sarebbero i costi di gestione fino a luglio 2020 (lo riporta una lettera di AMR agli enti soci), e 460.000 sarebbero le spese di avviamento. Nel dettaglio 80.000 euro per la pellicolatura da allestire e disallestire nei veicoli, 57.000 per il canone di locazione dei veicoli, 188.000 per l’installazione dei sistemi di segnalazione a bordo dei veicoli.

Ad avanzare dubbi non sarebbe stato solo il comune di Riccione ma, spiega l’assessore al bilancio della Perla Verde Luigi Santi, anche “l’organo Revisore dei Conti circa la copertura di alcune voci di spesa. Anzichè adoperare una linea di prudenza e di parsimonia nella gestione delle risorse pubbliche, si preferisce anticipare di qualche mese l’avvio del Trc, con un sistema che nulla ha a che fare col promesso e tanto sbandierato sistema di trasporto innovativo ed ecologico atteso. Il Bilancio di previsione di PMR si sostiene su un ipotetico introito dell’affitto del Trc che dovrebbe versare AMR a PMR per un canone di 1.100.000 euro stimato in base ad una semplice perizia senza alcuna documentazione ufficiale. In altre parole a fronte di spese certe per partire con mezzi provvisori, sono inseriti a bilancio incassi aleatori e accensione di mutui. Credo che questa sollecitudine – conclude Santi – sia dettata da un pressapochismo e da una fretta mal gestiti che nulla hanno a che fare con una pianificazione oculata e attenta alle casse dei Comuni soci e di tutti i cittadini”.

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