Indietro
menu
Rischia anche il presepe

Dehor bocciati dalla soprintendenza. Sadegholvaad: inaccettabile, serve rispetto

In foto: dehor a Rimini (repertorio)
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 23 ott 2019 13:28 ~ ultimo agg. 24 ott 11:57
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min Visualizzazioni 2.989
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

E’ inaccettabile! Il comune ha scritto un regolamento sui dehor proprio insieme alla Soprintendenza appena tre anni fa. Gli imprenditori hanno fatto investimenti sulla base di quel regolamento e ora si piomba nell’incertezza“. Usa un tono duro l’assessore Jamil Sadegholvaad nei confronti della presa di posizione del soprintendete Vincenzo Napoli che ha annunciato il giro di vite sui dehor del centro storico e dei borghi. D’ora in poi potranno essere solo stagionali (otto mesi all’anno) e con strutture meno impattanti. Sono già una ottantina le lettere di diniego a dehor e tavolini esterni inviate dalla soprintendenza. Altre, se le cose non cambieranno, arriveranno nei prossimi mesi man mano che le concessioni scadranno. L’amministrazione però non ci sta.

Sono tanti in queste settimane che si presentano in comune disperati perché hanno investito anche 100mila euro per un dehor annuale e ora lo devono smontare senza aver neppure ammortizzato la spesa” – dice Sadegholvaad. C’è poi anche l’impatto sull’occupazione e, soprattutto, quello sulla vivibilità dei luoghi. “Servono locali che diano vita a piazze e strade per 12 mesi all’anno – prosegue l’assessore – e senza dehor certe aree sono a rischio degrado. Servono certezze per gli operatori, ancor di più in una città come Rimini che cerca di essere viva tutto l’anno.” Sadegholvaad condivide la necessità di punire chi ha sbagliato e tende la mano alla soprintendenza per ragionare sul tema ma “ognuno deve restare all’interno delle proprie competenze. La soprintendenza, come ha fatto tre anni fa, ci dica come vanno fatte le strutture ma non se devono restare stagionalmente o per 12 mesi. Altrimenti – dice ironizzando – il soprintendente si candidati a fare il sindaco.Il parere della soprintendenza è vincolante e agli imprenditori, se nulla cambierà, resta solo la via del ricorso al Tar. 

A rischio a causa delle dure prese di posizione della soprintendenza c’è anche il presepe di sabbia al Porto. “Il soprintendente non vuole il tendone che serve a proteggerlo e quest’anno quindi potrebbe saltare” rivela Sadegholvaad.

Notizie correlate
di Redazione