lunedì 17 giugno 2019
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In foto: il segretario riccionese del Pd all'imboccatura del porto
di Redazione   
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mer 22 mag 2019 18:58 ~ ultimo agg. 23 mag 14:26
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Un pescaggio non superiore ai 35 centimetri, che rende assolutamente non fruibile l’imboccatura della darsena di Riccione. A portare all’attenzione la situazione è il Pd della Perla Verde che a riprova pubblica anche una foto del suo segretario Alberto Arcangeli “a mollo” fino alle ginocchia nel punto incriminato. Il Pd ricorda la draga ferma proprio in darsena e non utilizzata a cui fa da contraltare il mancato lavoro di pulizia dell’ingresso/uscita del porto. “In merito alle problematiche del porto – si legge – occorre agire e non parlare, facendo in modo che l’attività che occorre per tenerlo sempre operativo venga programmata e svolta a tempo debito e non a ridosso dell’imminente stagione turistica, ormai alle porte“.

La nota del Pd di Riccione

Lo scorso febbraio sollevammo all’attenzione dell’opinione pubblica la questione relativa alla draga “Riccione II”, di proprietà del Comune di Riccione, che era ferma nella darsena dal settembre 2018, dopo un ulteriore anno fuori in cantiere per una manutenzione che si presume non sia costata nemmeno poco.
In merito a ciò abbiamo chiesto lumi in consiglio comunale sui costi della manutenzione, sui motivi del non uso della draga stessa e su come l’amministrazione intendesse procedere visto che la convenzione con la società che svolgeva il servizio era scaduta.
Come si può ben vedere dalla foto scatta questa mattina, il Segretario del PD Alberto Arcangeli si è recato personalmente nei pressi dell’imboccatura portuale; risulta evidente un pescaggio non superiore ai 35 centimetri, che produce l’effetto di rendere assolutamente non fruibile l’imboccatura della darsena.
Il lavoro di pulizia dell’ingresso/uscita del porto è fondamentale ai fini della buona funzionalità dello specchio acqueo per i diportisti e i pescatori che vanno per mare. Quello attuale è anche periodo di manutenzione delle imbarcazioni, che per recarsi a Cattolica e Rimini abbisognano di poter entrare in mare per raggiungere i diversi cantieri, senza contare l’attività del pescato, fondamentale per diversi operatori cittadini, oggi non possibile a tutti.
Inutile ribadire che, ancora una volta e come per altri casi, l’attuale maggioranza di governo ha raccontato bugie agli elettori in campagna elettorale, promettendo una fantomatica riqualificazione dell’area porto, che ormai è evidente non avverrà mai. Non si riesce a garantire l’ordinaria fruizione della darsena, figuriamoci se può esservi un’idea di progettualità innovativa.
In merito alle problematiche del porto occorre agire e non parlare, facendo in modo che l’attività che occorre per tenerlo sempre operativo venga programmata e svolta a tempo debito e non a ridosso dell’imminente stagione turistica, ormai alle porte. Lo possono fare il Sindaco e i suoi accoliti impegnandosi di più, magari senza perdere tempo a leggere i giornali il sabato mattina nella zona antistante i locali dove si vende pesce per mettersi in mostra a chi, per loro colpe e negligenze, non può nemmeno lavorare come sarebbe suo diritto.

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