mercoledì 20 marzo 2019
di Redazione   
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lun 11 mar 2019 12:41 ~ ultimo agg. 12 mar 10:21
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A partire da domani, i genitori che non hanno presentato alle scuole la certificazione originale sulle vaccinazioni dei figli, rischiano le sanzioni previste dalla legge Lorenzin. I bimbi tra 0 e 6 anni rischiano l’esclusione da nidi e scuole dell’infanzia. Lo ricorda una nota del comune di Rimini: niente più proroghe. Al momento il numero di chi non è ancora in regola è molto contenuto: 28 alunni in totale, di questi 23 iscritti alle scuole di infanzia (su 1.200 iscritti) e 5 ai nidi (su un totale di 490 iscritti). 

Il 10 marzo è scaduto infatti il termine per assolvere all’obbligo vaccinale per le famiglie che – pur ancora non in regola – si erano avvalse (entro il 10 settembre) della possibilità di sottoscrivere l’impegno di chiedere all’ASL un appuntamento per iniziare l’iter e assolvere quindi all’adempimento. Essendo il 10 marzo giorno festivo, per i servizi comunali il termine è stato prorogato al primo giorno lavorativo, ovvero per tutta la giornata di oggi. Il Comune di Rimini ha già preparato una lettera in cui informa che, visto che l’inizio dell’iter vaccinale costituisce requisito per continuare a frequentare i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, si provvederà a segnalare all’ASL competente e che a far data dal ricevimento della lettera il minore non potrà più frequentare la scuola/il nido d’infanzia. Gli alunni per i quali non è stata presenta la documentazione richiesta dalla legge, non potranno dunque più frequentare le loro classi, mentre i genitori saranno segnalati all’Ausl e alla Procura.

Con oggi – è il commento di Mattia Morolli, assessore ai servizi educativi del Comune di Riminiscade l’ultimo termine previsto dalla legge Lorenzin per l’adempimento dell’obbligo vaccinale. Un iter ancora oggi troppo incerto e messo continuamente in discussione da chi, a livello nazionale, dovrebbe invece garantirne l’applicazione. A Rimini la strada è segnata, come dimostrano i dati, che segnalano un progressivo recupero nella copertura vaccinale della popolazione. Partivamo con numeri a tre cifre e, a 24 ore dalla chiusura dei termini, siamo riusciti a recuperarne i due terzi. Questo significa che c’è ancora tanto da fare ma, soprattutto, che la strada intrapresa è quella giusta. Come già annunciato, e previsto dalla legge, segnaleremo questi casi ad Ausl e Procura. Continueremo come prima con la nostra azione che, da una parte porterà avanti le azioni amministrative di controllo e verifica e, dall’altra, promuoverà la sensibilizzazione culturale e scientifica delle famiglie”.

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