lunedì 25 marzo 2019
L'incontro col Santo Padre

RiminiAIL in udienza da Papa Francesco

In foto: Il gruppo di RiminiAIL a Roma
di Roberto Bonfantini   
lettura: 2 minuti
mar 5 mar 2019 16:19 ~ ultimo agg. 16:22
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“È stata una giornata memorabile per tutta l’AIL, l’incontro col Santo Padre è stato veramente emozionante! Il 50° compleanno della nostra associazione non poteva essere festeggiato in maniera migliore”. Commenta così, con un pizzico d’emozione, la giornata romana di RiminiAIL il presidente, Eduardo Pinto.

Oltre 6mila persone provenienti dalle 81 sezioni italiane sabato scorso hanno riempito totalmente la sala Paolo VI. Tutte accomunate dal medesimo sentimento: la speranza. Prima dell’arrivo di Papa Francesco la professoressa Annamaria Berenzi ha presentato il progetto “In viaggio per guarire”, ideato dalla sezione AIL di Brescia e fatto proprio dall’AIL nazionale.

Con le sue 80 presenze tra volontari, medici, pazienti adulti e bambini e relativi familiari, RiminiAIL è stata tra le sezioni con più partecipanti. Partiti da Rimini in pullman alle tre e un quarto del mattino per essere alle nove in Vaticano, sono rientrati la sera alle dieci e mezza.

“Forte commozione ha suscitato la testimonianza dal vivo di tanti ragazzi che, direttamente o indirettamente, hanno vissuto l’esperienza della malattia – racconta Pinto -. È stato proiettato un video con la storia di tre ragazzi che purtroppo non ce l’hanno fatta, tra cui Gabriele, che ha lasciato una canzone, da lui composta, dal titolo significativo: “Non mollare mai”. Particolarmente forte la testimonianza di Maggy, guarita grazie al trapianto di midollo osseo donato dal fratello, anch’egli presente in sala, e che ha spronato tutti i giovani a donare con convinzione.

Ha poi preso la parola il professor Sergio Amadori, attuale presidente dell’AIL nazionale, che ha raccolto l’importante eredità lasciata dal compianto professor Franco Mandelli. A quest’ultimo è andato il mio pensiero nel momento in cui è entrato il Santo Padre. Era infatti da tempo che Mandelli inseguiva il sogno di incontrare Papa Francesco, magari proprio per il cinquantenario dell’AIL. Peccato che solo per poco non abbia visto realizzato quanto da lui ipotizzato, ma la sua presenza in sala si è sentita ugualmente molto forte.

Di grande valore scientifico – continua il presidente di RiminiAIL – l’intervento del professor Amadori, che ha illustrato a Papa Francesco le finalità della nostra associazione e ha auspicato di vedere guariti tutti gli ammalati, grazie ai passi avanti fatti dalla ricerca scientifica nel settore delle malattie del sangue, anche grazie al contributo dell’AIL ed alla grande determinazione dei volontari.

E il Papa, nel suo discorso, ha proprio sottolineato il valore del volontariato, dicendo: “Una delle cose che più mi ha toccato quando, sei anni fa, sono arrivato a Roma, è il volontariato italiano. È grandioso! La Chiesa elogia e incoraggia ogni sforzo di ricerca e di applicazione volto alla cura delle persone sofferenti”. Ha poi paragonato le sofferenze dei giovani malati e dei loro genitori al grande dolore di Maria ai piedi della Croce. Personalmente, avendo con me tre bambini in cura presso il reparto di Oncoematologia pediatrica riminese, ho potuto salutare da vicino il Pontefice e presentargli i piccoli. Papa Francesco li ha benedetti con grande affetto, ma penso che la stessa benedizione possa essere estesa a tutti noi e voi, nessuno escluso. A tutta la grande famiglia di RiminiAIL”.

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