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Spostamento questura

Il questore fa gli auguri e torna a chiedere lo spostamento della sede.

In foto: L'ex questore di Rimini Maurizio Improta
di Serena Saporito   
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lun 24 dic 2018 14:32 ~ ultimo agg. 26 dic 11:15
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Tradizionale momento di saluto per le festività natalizie questa mattina con il questore di Rimini Maurizio Improta, da quattro anni alla guida della polizia riminese. Nel suo discorso – alla presenza anche della stampa locale, invitata al momento di scambio degli auguri – il questore, ricevendo il prefetto di Rimini, Alessandra Camporota, ha fatto riferimento ancora una volta all’attesa della nuova questura da parte degli agenti. La vicenda è nota: è previsto il trasferimento nella sede “temporanea” di piazzale Bornaccini. Il Ministero dell’Interno avrebbe in ipotesi di stipulare col privato per quella sede un contratto di nove anni più nove: una prospettiva che allontanerebbe definitivamente dall’ipotesi di via Ugo Bassi. Nel frattempo, i lavori alla sede di piazzale Bornaccini (sin qui occupata dal centro per l’impiego) devono ancora partire.

Ricevendo il prefetto nella piccola sala Mosca della questura affollata dal personale e dagli invitati al momento conviviale, il questore si è rivolto al prefetto con queste parole: “Mi dispiace riceverla in questo tinello”. “Molto familiare” ha scherzato il prefetto. “Si ma questo va bene a casa non per un ufficio pubblico” ha ribattuto il questore, aggiungendo: “Avendo così poco quel che otteniamo grazie a loro (gli agenti ndr) é veramente il top”.

Facendo riferimento alle notizie di questi giorni sulla stampa locale (vedi anche il botta e risposta tra il sottosegretario alla Giustizia Morrone e il sindaco di Rimini Andrea Gnassi vedi notizia) il questore ha detto: “Non entro nelle polemiche che sto leggendo in questi giorni sui giornali. Non ci interessa il dibattito su cosa è bene o cosa è peggio per noi, per la sede. È chiaro che i poliziotti di Rimini hanno diritto a una sede di lavoro dignitosa e un luogo sicuro, anche per i cittadini. Non c’è un ascensore, chi deve prendere documenti in archivio sale senza montacarichi. Questo è così tutti i giorni. Questi sono gli eroi silenziosi che sopportano questo da 30 anni. Qui c’è gente che ha visto il commissariato nascere e andrà in pensione dopo aver lavorato una vita qui. C’è chi lavora nel garage. L’archivio generale, la scientifica…”

E ancora: Siamo nei garage checché ne dicano altri. L’impegno che ci stiamo mettendo negli ultimi quattro anni è massimo. Oltre non possiamo andare. Lei (riferendosi al prefetto ndr) sta assistendo a tutta questa fase ultima di quello che potrebbe essere,  e mi auguro che sarà. Sempre che qualcuno poi non decida che va bene così e si debba rimanere qua ad aspettare Godot. A quel punto andremo tutti a recitare a teatro qualche opera dell’assurdo”.

Il questore ha poi ricordato l’impegno particolare messo dalla questura per garantire la sicurezza degli eventi nelle serate di festa (“ci aspettano otto giorni di fuoco” ha detto). Infine, un riferimento alle nuove direttive sulla sicurezza, introdotte per i locali, sulla scia della tragedia di Corinaldo. “Il momento è pesante per quanto riguarda il rispetto delle regole in materia di locali pubblici. Mi sono preso le critiche perché qualcuno ha detto che con questa azione rovino l’economia. Cerchiamo solo di essere di supporto e di aiuto a chi vuole divertirsi” ha detto il questore.

Prendendo la parola, il prefetto ha poi sottolineato ancora le carenze di personale, altro tema caldo per le forze dell’ordine. “Un organico – ha detto – che continua a dover chiedere rinforzi, dopo anni, come se gli eventi in questa provincia non si succedessero sempre allo stesso modo”. Sullo spostamento della sede: Cercheremo la migliore soluzione possibile che, oggi, è molto più vicina rispetto al passato”. 

 

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