domenica 20 gennaio 2019
In foto: Gnassi e il dossier sulla Questura
di Redazione   
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ven 21 dic 2018 14:20 ~ ultimo agg. 22 dic 13:11
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“Il Comune di Rimini si opporrà in ogni modo e in ogni sede a che la ‘vergogna’ della nuova Questura finisca a tarallucci e vino”. Già il sindaco Andrea Gnassi lo aveva detto ieri, a seguito delle dichiarazioni del sottosegretario Morrone sulla prospettiva di un allungamento dell’affito in piazzale Bornaccini in quella che doveva essere la sede provvisoria della Questura in attesa della realizzazione della Cittadella della Sicurezza nella nota struttura di via Ugo Bassi.

E proprio questa mattina è arrivato un nuovo elemento che per il sindaco completa il “pastrocchio”: Inail ha comunicato il ritiro dell’offerta condizionata per l’acquisto dello stabile di via Bassi motivandolo con lo stato non adeguatamente avanzato dei progetti. L’offerta era di sette milioni ed era finalizzata all’acquisto che doveva poi sbloccare il percorso della cittadella: oltre a uffici della Polizia e della Polstrada, lo stabile doveva ospitare la sede della Guardia di Finanza e rispondere anche alle esigenze dell’Arma dei Carabinieri.

 

“Eravamo d’accordo su piazzale Bornaccini, ma solo come soluzione transitoria parallelamente alla realizzazione della Cittadella”, ribadisce il sindaco Gnassi. E non sui 18 anni che sarebbero invece la nuova durata per l’affitto degli ex uffici di provincia e Centro per l’Impiego. Una svolta che per il sindaco significa inequivocabilmente una rinuncia a quanto sottoscritto un anno fa nel patto per la sicurezza con Prefettura e Ministero dell’Interno: un patto che prevedeva anche il passaggio di fascia per Rimini quanto a classificazione di sicurezza. Ma l’Amministrazione non intende assistere passivamente e chiamerà a rispondere i protagonisti delal vicenda valuterà i percorsi legali possibili.

Il sindaco ricorda di avere portato il dossier sulla “Questura di Rimini, uno “scandalo” italiano, al tavolo di ministri di diverso colore politico come politicamente trasversale è la colpa dei diversi governi che si sono succeduti dal 2001 a oggi. Con un messaggio chiaro al sottosegretario Morrone: “la soluzione di via Bornaccini l’abbiamo trovata noi, e i soldi, mezzo milione per la sistemazione dei centri per l’Impiego, ce li stiamo mettendo noi”.

Anche il curatore fallimentare della Da.Ma, il commercialista bolognese Andrea Ferri, riepilogando gli ultimi passaggi della vicenda ribadisce che non si può liquidare così semplicemente la questione: “Come notiziato ripetutamente dai media, e dalla pubblicità sul sito aste giudiziarie di Rimini, ci sono state due gare con ribassi sul prezzo originario di 10.000.000 di euro per il lotto Questura di Rimini. Il 26.7.2018 si è tenuta la gara al prezzo base di 7.125.000 euro, asta aggiudicata ad INAIL che ha presentato un’offerta di pari importo.

In data 27.7.2018 il curatore notiziava via PEC ad INAIL l’aggiudicazione intervenuta invitando i funzionari ad un incontro da tenersi presso il Comune di Rimini per approfondire i dettami tecnici del bando e dell’aggiudicazione e dare corso alle progettazioni, in capo all’Agenzia del demanio, rivolte al completamento ed al ripristino dell’opera.

E’ chiaro che nessuna querelle politica può modificare un percorso giuridico, nell’ottica del perseguimento dell’interesse della massa dei creditori, mediante procedure competitive, normato dall’art. 107 legge fallimentare ed accettato da INAIL con l’offerta depositata agli Organi della procedura.

Il curatore fallimentare, nell’ambito del mandato conferito dal Tribunale di Rimini, chiamato a tutelare le ragioni della massa dei creditori, anche nell’ottica sociale di salvaguardia del territorio e della comunità riminese, è tenuto a dare attuazione al percorso, anche istituzionale, già condiviso con INAIL, Agenzia del Demanio, Ministero, Questura e Prefettura riminesi.

I numerosi incontri tenutisi, anche in sede Ministeriale dal curatore e dal segretario comunale del Comune di Rimini, hanno permesso di confluire, tramite il  bando del 26.7.2018, a Ministero Notaio Ortolani, nella soluzione condivisa da tutte le Istituzioni, di acquisto da parte di INAIL  al prezzo di 7.125.000 euro e di successiva locazione al Ministero dell’immobile di Via Roma.

Ferri ricorda “l’enorme sforzo espletato da Tribunale, Comune di Rimini, Questura e Prefettura per la difficile custodia e guardiania dell’immobile di Via Roma, in assoluta mancanza di liquidità da parte della società DA.MA, fallita il 26.8.2016 consegnando agli Organi fallimentari una situazione di degrado, pericolosità ambientale e sociale senza precedenti”.

Il curatore conclude citando il patto della Sicurezza stesso: “un documento pubblico di rilevanza ministeriale quale  il Patto per la Sicurezza dell’allora Ministro Minniti comunicato ai media in data 15.12.2017 a coronamento di un faticosissimo lavoro istituzionale iniziato nel 2016 dopo il fallimento della società costruttrice ed evidenziato nell’accordo sottoscritto da tutti i Sindaci della provincia insieme al Ministro dell’Interno, Marco Minniti, ed al Prefetto Gabriella Tramonti”.

 

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