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PSBO. Ambientalisti denunciano: strage di alberi nei parchi, serve alternativa

AttualitàRimini

25 settembre 2018, 10:16

in foto: uno scorcio del Parco Cervi

Una vera e propria strage di alberi. La denuncia arriva dalle associazioni ambientaliste riminesi che mettono sul banco degli imputati il progetto del collettore Dorsale Sud, terzo stralcio del PSBO. Sono 74 le alberature che saranno tagliate nei parchi Cervi, Bondi e Fabbri mentre altre 57 sono a rischio. “Si tratta di alberi adulti, molti di grandi dimensioni e di pregio, che hanno un importante valore ambientale e paesaggistico, ma anche culturale ed estetico” dicono le associazioni secondo le quali poco vale la ripiantumazione di altre 90 piante, come spiega la Relazione agronomica di Hera. “Prima che gli alberelli di domani – dicono gli ambientalisti – sviluppino le stesse dimensioni, massa arborea e capacità di incidere in positivo su qualità dell’aria, clima e paesaggio dovranno passare almeno 30/40 anni, e questo è un danno indiscutibile per tutta la città, e anche per il suo appeal turistico, non solo per le centinaia di persone che ogni giorno fruiscono di queste aree verdi.” Le associazioni ambientaliste e animaliste, assieme a gruppi di cittadini del Borgo S. Giovanni, lanciano un appello al Sindaco Gnassi affinché vengano studiate delle alternative all’attuale progetto ritenuto comunque fondamentale per la città. In questi giorni partirà anche una raccolta firme. 

L’alternativa proposta è quella che anche la Provincia aveva avanzato: collocare il collettore della Dorsale sud sotto il sedime del percorso ciclopedonale e delle strade.

Le Associazioni firmatarie:
Ambiente & Salute, Animal Freedom, ANPANA e dnA Rimini, Fondazione Cetacea, Italia Nostra Rimini, Legambiente Valmarecchia, L’Umana Dimora, Pedalando e Camminando, WWF Rimini


La lettera inviata al sindaci Gnassi e agli assessori Montini e Sadegholvaad

Le Associazioni Ambiente & Salute, Animal Freedom, ANPANA Rimini e dnA Rimini, Fondazione Cetacea, Italia Nostra, Legambiente Valmarecchia, L’Umana Dimora, Pedalando e camminando e WWF Rimini esprimono viva preoccupazione per l’impatto che l’intervento in oggetto finirà per avere sul patrimonio verde della città.
Il PSBO è un progetto di grande importanza per Rimini e non è in discussione, anche se non sarà un’opera davvero completa e innovativa finchè non saranno stati attivati concreti progetti di riuso delle acque depurate capaci di “chiudere” in modo virtuoso il nostro ciclo dell’acqua, ora sempre “a perdere”. Ma se il PSBO è importante per risolvere il problema degli scarichi a mare e della qualità della nostra acqua di balneazione, altrettanto importanti sono la funzione e il valore del nostro patrimonio arboreo, specie a fronte dei problemi della qualità dell’aria e dei cambiamenti climatici, che incidono pesantemente sulla salute e sul benessere dei cittadini
In merito la Provincia ( Prot. 6348, data 07.04.17 ) nel suo parere aveva parlato per i parchi di “…aree verdi compromesse” e di “importante impatto…sulle essenze arboree esistenti ” nei Parchi Cervi, Bondi e Fabbri, e invitato a collocare il collettore della Dorsale sud sotto il sedime del percorso ciclopedonale e delle strade.
Ed è quanto le associazioni ambientaliste avevano proposto nell’incontro con i tecnici comunali ad inizio anno
Ma anche le proposte della Provincia sono state respinte. E cosi l’intervento comporterà, se eseguito a progetto, il taglio certo di almeno 74 alberi adulti, molti di pregio e grandi dimensioni, e il sacrificio possibile di altre 57 alberature…mentre in zona Via A. Moro/Deviatore Ausa sono già stati abbattute altre 18 alberature e altre ne verranno tagliate nel prosieguo dei lavori
Verranno ripiantati novanta alberi, come ci è stato detto e si legge nella Relazione agronomica di Hera? OK, ma è il minimo che si possa fare. E’ assolutamente insufficiente però a fronte del danno ambientale e paesaggistico al patrimonio verde cittadino che questo intervento comporterà ( taglio ipotizzato di 131 alberature adulte, con chiome grandi e vigorose ).
E per di più con ripiantumazioni che copriranno ai fruitori della pista la prospettiva delle mura e della città storica.
Prima che i nuovi alberelli – ripiantati il prossimo anno? – sviluppino stesse dimensioni, massa arborea e capacità di incidere in positivo su qualità dell’aria, clima e paesaggio dovranno passare almeno 30/40 anni, e questo è un danno indiscutibile per la città, non solo per le migliaia di persone, residenti e turisti, che ogni giorno fruiscono di queste aree verdi
E la stessa situazione, Sig. Sindaco, si verifica in tutte le aree oggetto di consistenti interventi: dalla sponda del lago ex Cava Fabbri, dove sono stati tagliati una decina di alberi… alla rotonda di Via Tripoli dove sono stati sacrificate alberature imponenti e anche un esemplare di agrifoglio, specie tutelata dalla legge regionale…al ponte ciclopedonale di Via Roma, che ha comportato il taglio di qualche decina di piante grandi e piccole. Ovunque sono stati ripiantati alberi, ma prima che questi raggiungano le dimensioni e funzioni di quelli sacrificati occorrerà qualche decennio, periodo in cui i riminesi non ne potranno comunque godere. E complessivamente l’impatto di tutti i lavori risulta pesante sulla consistenza del “nostro” patrimonio verde
Lei, Sig. Sindaco, ci ha abituati in certi casi a “volare alto”, a pensare in modo innovativo nel governo dei problemi della città, ma questo non pare valere per il verde negli spazi urbani, verde che serve ora per i cittadini e per la qualità dell’offerta turistica. Non possiamo aspettare decenni che crescano gli alberelli piantati ora o quelli che verranno con il Parco del Mare, se verrà
E allora come ambientalisti ci chiediamo se in nessuno degli interventi di questi anni non fosse davvero possibile progettare in modo diverso, ricercando soluzioni che tenessero conto maggiormente del verde esistente e del “valore” ambientale, paesaggistico e culturale, ma anche economico che gli alberi rappresentavano per la città e per il benessere di cittadini e turisti
Nello specifico del collettore PSBO nei parchi Cervi e Fabbri perché non è stata accolta la proposta della Provincia di localizzarlo nel sedime delle strade e del percorso ciclabile? Non ci pare accettabile che il valore di centinaia di alberi, per le funzioni che svolgono in ambiente urbano, il nostro “capitale naturale” debba essere valutato meno del costo economico del rifacimento di una pista ciclabile, peraltro già vecchia e in parte usurata, o di un qualunque sottoservizio.
Sarebbe stata necessaria anche in questo caso, secondo noi, una scelta più innovativa.
Le Ass.ni ambientaliste sono state informate dell’impatto ambientale di questo progetto solo quando tutti i pareri erano stati dati e le decisioni già prese, anche se il confronto con l’A.C. sulla gestione del verde urbano era iniziato almeno da un anno e mezzo…E l’impegno a ridurre in misura consistente il numero degli alberi sacrificati è nettamente contraddetto dalla relazione agronomica di Hera
Senza voler mettere minimamente in discussione il PSBO, Le chiediamo quindi, Sig. Sindaco, di fermare questa parte dei lavori nel rispetto della sensibilità e della volontà delle Associazioni e dei cittadini che si oppongono a questa strage di alberi, e di ripensare l’opera salvando il più possibile il patrimonio verde esistente.
E restiamo in attesa di un tempestivo riscontro

Andrea Polazzi

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