mercoledì 12 dicembre 2018
In foto: la festa finaler'
di Redazione   
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dom 10 giu 2018 09:10 ~ ultimo agg. 09:32
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Un’attività condivisa che mette insieme attraverso lo shiatsu e i percorsi sensoriali bambini con bambine, adulti con piccoli, persone disabili con persone senza disabilità: è stato questo l’obbiettivo del progetto Shiatsu a scuola che, dopo tre mesi di incontri alla scuola Pascucci di Santarcangelo, si è concluso in un incontro tra gli alunni e gli ospiti del centro Akkanto, il centro diurno per persone disabili nella città clementina, gestito dall’omonima cooperativa sociale, e che si affianca ai centri residenziali e a un appartamento protetto per persone diversamente abili.

Ogni venerdì mattina Raffaella Vittori, educatrice professionale e operatrice shiatsu, ha insegnato ai piccoli alunni delle quattro sezioni di prima elementare l’arte del massaggio giapponese, coadiuvata da Teresa e Tiziana, due ospiti del centro diurno Akkanto. «Le mie “collaboratrici” suonavano strumenti costruiti da loro – racconta Raffaella Vittori – aiutavano i bambini a sistemare le copertine personali che sarebbero state stese a terra, controllavano che seguissero le mie indicazioni. Tutto questo supportato dall’aiuto prezioso delle insegnanti».

«La conoscenza tra i bambini della scuola e Teresa e Tiziana è avvenuta molto gradualmente ma con successo – dice ancora Raffaella Vittori – anche se lo sforzo più grande non è stato l’incontro e la conoscenza tra loro ma piuttosto la pratica del massaggio fra persone “diverse” che ha costretto i bambini ad abbandonare la sicurezza dell’amica o amico del cuore per affidarsi ad altre mani. Dopo tre mesi, a conclusione del percorso, i bambini sono stati invitati al centro Akkanto: qui per loro c’era l’intera comunità ad aspettarli. Avevamo organizzati laboratori manuali e sensoriali da percorrere al buio, bendati dalle mascherine preparate dagli ospiti dell’Akkanto, ognuna con una propria decorazione e resa quindi unica, come lo siamo tutti noi».

L’incontro tra gli ospiti del centro diurno per disabili e i bambini della scuola ha suscitato diverse reazioni. «Molti bambini sono rimasti colpiti perché non pensavano ci fosse un luogo dove tante persone “diverse” potessero abitare insieme e in loro sono nate anche molte domande ed esclamazioni spontanee, con la schiettezza che solo i bambini riescono ad avere. A tutti i bambini è stata data una risposta direttamente dalle persone coinvolte, con l’aiuto delle educatrici che hanno sempre partecipato a ogni momento. Alcuni genitori hanno riferito alle maestre che i loro figli sono rimasti un po’ pensierosi, altri solo curiosi, altri invece che da subito si sono sentiti a loro agio».

Gli ospiti dell’Akkanto erano tutti molto felici, riferisce Raffaella Vittori. Che riporta la testimonianza di una delle sue “assistenti”: «Teresa mi ha raccontato che da piccola avrebbe tanto voluto frequentare una scuola come quella, con bimbi così vivaci e allegri, dove avrebbe imparato anche lei a leggere e a scrivere, ma è sempre stata su una carrozzina e negli istituti che ha frequentato non badavano tanto a questo aspetto. Partecipare a questi appuntamenti è stato per lei come riappropriarsi di un’esperienza mancata. Oggi Teresa spera che l’esperienza vissuta dai bambini possa portare, a loro e alle loro famiglie, una conoscenza più ampia delle diversità che possono esistere fra le persone. E forse, continua Teresa, se si comincia già a un età infantile c’è la speranza che si abbatta l’emarginazione delle persone come lei».

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