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I volontari della Caritas

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 21 mag 2018 09:57 ~ ultimo agg. 23 mag 09:54
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La solidarietà non ha età. Sono numerosissimi, infatti, i giovani (studenti delle scuole superiori, dalla seconda alla quarta) che decidono di impegnarsi come volontari presso la Caritas Diocesana di Rimini. E non solo, perché si può trovare la stessa situazione in tutte le Caritas della regione, che vivono e operano in rete tra loro. Una situazione talmente positiva, che proprio nei giorni scorsi è stata indetta la prima Giornata del Volontario Caritas: lo stesso giorno (10 maggio) alla stessa ora, tutte le diocesi della regione hanno organizzato degli eventi per ringraziare i ragazzi che si impegnano tutto l’anno prestando servizio come volontari. Una giornata in cui siano i ragazzi i veri protagonisti. Così come lo sono in questo articolo, in cui raccontano le proprie esperienze in prima persona.

Enrico, 17 anni, studia al Liceo Scientifico Einstein e presta servizio volontario presso il Centro Educativo Caritas, dove sono accolti bambini di diverse nazionalità che vengono aiutati nei compiti e seguiti in attività ludico-ricreative. Per loro è un luogo di incontro e integrazione.

Enrico, da dove nasce la motivazione di metterti in gioco in questo modo?
“Tutto è cominciato nell’ambiente scolastico, perché ho avuto la fortuna di essere letteralmente calamitato dai miei compagni di classe, in particolare da una mia amica”.

È stata una decisione meditata a lungo o ti sei buttato?
“Ho iniziato con un evento singolo, stando con i bambini durante una festa di Carnevale. Grazie a quella esperienza mi sono reso conto che l’ambiente era molto bello, e che sentivo di poterci stare. Così ho deciso di continuare”.

Nello specifico, cosa fai durante il servizio?
“Qualche volta a settimana, da uno fino a tre pomeriggi, aiuto e supporto i bambini del Centro Educativo nel fare i compiti e, una volta finiti, gioco insieme a loro. E questo arricchisce in un modo impensabile”.

Come mai? Che rapporto si crea con loro?
“Perché trovo bellissimo l’approcciarmi a cose nuove, e farlo con i bambini crea una situazione di scambio reciproco: è un’occasione sia per ripassare certe materie, facili da dimenticare col tempo, sia per approcciarmi a nuovi contesti, intesi a livello culturale. Spesso, infatti, con i bambini parliamo delle loro origini e lo facciamo, però, senza alcun tipo di barriere, di filtri o di pregiudizi. Perché i bambini sono così, e sono io il primo a imparare da loro”.

Francesca, 19 anni, studia al Liceo Economico-Sociale Cesare-Valgimigli e opera come volontaria presso il Progetto di assistenza agli anziani, che si occupa di consegnare pasti e di effettuare visite domiciliari e accompagnamenti agli anziani accolti.

 

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