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Attualità Rimini

Piano anticorruzione. Le azioni messe in atto dal comune

In foto: palazzo Garampi
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 17 nov 2017 13:20
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Le nuove macchine timbratrici per la rilevazione delle presenze, la digitalizzazione degli atti, la registrazione degli utenti agli uffici più esposti al rischio. Sono alcune delle azioni messe in campo dal comune di Rimini e che rispondono ai criteri  della legge sul “Whistleblowing”, approvata ieri alla Camera e che riguarda la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato. “Un elemento – spiega il comune – che già rientra nelle pratiche che il Comune di Rimini ha inserito nel suo piano anticorruzione”.

Le nuove timbratici consentono di tracciare in tempo reale i movimenti e le eventuali assenze dei dipendenti. I terminali sono anche dotati di tecnologia ‘biometrica’, sono cioè predisposti per un controllo attraverso il rilevamento delle impronte digitali, una ulteriore possibilità di verifica che potrà essere introdotta in un secondo momento se il quadro legislativo nazionale lo consentirà e se dovesse essere necessario.

Altro punto chiave del piano anticorruzione la digitalizzazione e informatizzazione degli atti, per favorire la trasparenza e il controllo delle procedure. Anche in questo senso l’Amministrazione sta procedendo come da programma, con la digitalizzazione delle procedura di gara per l’affidamento degli appalti, un modo per standardizzare e rendere completamente omogenei  le procedure in tutte le sue fasi, dalla presentazione della domanda all’affidamento, riducendo così il rischio di eventuali anomalie. La prima gara pubblica gestita dal Comune in maniera ‘digitalizzata’ è quella attualmente in corso per l’affidamento del servizio di digitalizzazione degli archivi dello Sportello Unico per l’edilizia.

Sempre in questa prospettiva, l’Amministrazione ha avviato un controllo e una registrazione di tutti gli accessi del pubblico a quegli uffici più esposti al rischio, ad esempio quelli che sono interessati da appalti e gare o quelli che si occupano dei contributi pubblici. Tracciare il flusso di presenze di pubblico, registrando nome di chi si reca all’ufficio, quanto tempo si trattiene e il motivo per cui ci si rivolge, consente di accertare se ci sono movimenti insoliti, come persone che frequentano certi uffici con troppa assiduità e verificarne il motivo.

Il piano anticorruzione non è solo un obbligo di legge, ma una serie di azioni pratiche, concrete e applicabili che consentono di dare maggiori garanzie ai cittadini e agli stessi dipendenti pubblici e che l’Amministrazione sta passo dopo passo mettendo in pratica – è il commento dell’Amministrazione comunale – Un processo che passa da una necessaria azione di controllo e di monitoraggio, ma che non può e non deve limitarsi alla vigilanza. L’aspetto fondamentale infatti è rendere il più possibile trasparenti le pratiche amministrative e le attività degli uffici, attraverso in primis alla digitalizzazione che favorisce la tracciabilità di tutte le operazioni, oltre ad aumentare l’efficienza dell’attività amministrativa”.

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