domenica 15 settembre 2019
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In foto: Don Danilo Manduchi e padre Marcian all'interno di Sant'Agnese
di Simona Mulazzani   
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mer 18 ott 2017 13:46 ~ ultimo agg. 19 ott 11:01
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Chiusa al culto dal 2010, utilizzata solo in sporadiche occasioni per mostre e mercatini solidali, la chiesa di Sant’Agnese nel cuore del centro storico di Rimini si apre a nuova vita, affidata alla Parrocchia ortodossa romena dedicata a San Gerarca Gelasio. La comunità, un centinaio di fedeli ma in possibile espansione visti i 1800 rumeni ortodossi presenti in città, fin’ora celebrava nella cripta della chiesa di Viserba Mare, ma gli spazi erano insufficienti e un po’ decentrati. Diverse le offerte di tipo commerciale arrivate alla Diocesi che però ha scelto di mantenerla luogo di culto e dare così risposta alle esigenze di una chiesa sorella. “Questa chiesa era sottoutilizzata, per non dire inutilizzata da tanto tempo – spiega Don Danilo Manduchi, economo della Diocesi di Rimini – e anche per il futuro non c’erano per noi ipotesi di riutilizzo. Ha inoltre bisogno di lavori di ristrutturazione, ci sono alcune infiltrazioni nel tetto su cui si deve intervenire. Abbiamo ricevuto alcune proposte commerciali ma abbiamo scelto di mantenerla per il culto. Per il momento abbiamo stilato con la parrocchia ortodossa romena un comodato d’uso gratuito, ma se tutto andrà come speriamo, e ci sono tutte le premesse perché sia così, abbiamo intenzione di venderla a loro“.

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Sabato scorso la prima celebrazione con un battesimo e domenica la Divina Liturgia. “E’ una comunità vivace e molto propositiva – aggiunge don Danilo -. Dopo la firma, avvenuta mercoledì scorso, si sono subito attivati, il parroco Padre Marcian e i laici, per sgomberarla e sistemarla in modo da poterla già utilizzare“. “Siamo molto contenti – afferma padre Marcian Claudiu Bucurenciu, parroco di San Gerarca Gelasio -. Grati a Dio, alla diocesi di Rimini, al Vescovo. Finalmente abbiamo una nostra chiesa, dove poter celebrare. Sono felici anche i bambini. I nostri bimbi vivono qui, vanno a scuola a Rimini, ed è bella l’integrazione, il vivere insieme che può partire da questa chiesa. Confermo che ci stiamo anche attivando per poterla acquistare.  A breve metteremo in chiesa anche l’Iconostasi“.

Dalla chiesa, prima dell’affidamento alla nuova comunità, sono stati tolti gli arredi sacri, quadri, Via Crucis, ma anche inginocchiatoi e panche, che sono stati donati ad alcune parrocchie della Diocesi che ne avevano fatto richiesta “E un modo – spiega don Danilo – anche per far continuare a vivere le persone che in questa chiesa hanno operato, a cui hanno fatto dei doni“.

L’obiettivo ora è di far crescere la collaborazione con la chiesa ortodossa romena a partire da un primo importante appuntamento. “ – conferma don Danilo – la collaborazione parte con un importante appuntamento che faremo proprio qui: il 19 novembre un pranzo per i poveri, seguendo l’invito fatto da Papa Francesco (ndr: è l’appuntamento a cui il vescovo Francesco, in occasione di San Gaudenzo, ha invitato anche le autorità a mettersi a servizio delle persone emarginate)”.

 

Un po’ di storia: Ricostruita, tranne il campanile, dopo la seconda guerra mondiale, la chiesa di Sant’Agnese, non era più parrocchia ma Rettoria già da molti anni. Fino al settembre 2010 la chiesa è rimasta aperta per il culto ma tutta l’attività pastorale veniva già effettuata dalla parrocchia del centro storico. Alla morte di don Luigi Tiberti, referente della Gioc che aveva proprio nei locali al fianco della chiesa la sua sede, la Diocesi si era trovata costretta ad interrompere il servizio del culto nella Rettoria.

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