20 novembre 2018

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Cinema Grattacielo del regista Marco Bertozzi in anteprima al Biografilm Festival di Bologna

in foto: il regista Marco Bertozzi

E’ giunto a conclusione il progetto di un film dedicato al grattacielo di Rimini e ai suoi abitanti. Gli interni pop, le derive psichiche, i miti della vacanza di massa visti attraverso la storia e le storie di un edifico di 27 piani, inaugurato nel periodo della “dolce vita” degli anni Sessanta. Il film è prodotto, con Rai Cinema, dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, da Altreforme e dall’associazione culturale Condominium.

‘Cinema grattacielo’ sarà presentato in anteprima mondiale nell’ambito della 13a edizione del Biografilm Festival – International Celebration of Lives di Bologna (9-19 giugno 2017), evento internazionale interamente dedicato ai documentari e ai racconti di vita. Ventisette piani, per 100 metri di altezza, eretto in pochi anni nel cuore della metropoli balneare romagnola sul finire degli anni Cinquanta ed inaugurato nei primi mesi del 1960, il grattacielo di Rimini oggi è un quartierone verticale abitato da una ventina di nazionalità differenti. La sua umanità e i suoi paesaggi sono scrutati in prima persona da uno dei suoi abitanti, in dialogo aperto con il grattacielo stesso, attraverso la voce sonnecchiante e sognante dello scrittore Ermanno Cavazzoni. Una riflessione autobiografica che si interroga sulle stesse forme del documentario contemporaneo.
Oltre all’apporto di Cavazzoni, di rilievo i contributi professionali al film. Dal montaggio, firmato da Ilaria Fraioli, ai titoli in animazione, realizzati da Leonardo Sonnoli e Irene Bacchi, dalle musiche originali, di Giorgio Fabbri Casadei, alle animazioni, create da Alessia Travaglini. Il montaggio del suono è stato realizzato in Canada, da Clovis Gouaillier, grazie alla collaborazione speciale dell’Ecole des Médias dell’Università del Quebec a Montreal (UQUAM).
La storia produttiva di CINEMA GRATTACIELO, come a volte capita ai documentari, è stata lunga e articolata. Le origini del progetto risalgono al 2005 quando il regista Marco Bertozzi si trasferisce in uno degli appartamenti del grattacielo e comincia a filmare quegli spazi e le persone che li abitano: prende così avvio un percorso di autoproduzione, prima attraverso una propria società (la Almafilm), poi, dal 2015, per iniziativa di un gruppo di amici del grattacielo, grazie all’associazione di promozione sociale Condominium. Condominium si fa promotrice di una operazione di crowdfunding (attraverso il portale Produzioni dal basso e un happening teatrale) e riesce a coinvolgere enti locali (Comune di Rimini in primis) e soggetti privati legati al territorio. Alla fine del 2015 ai promotori iniziali si affianca il producer Luca Ricciardi che lavora per allargare la compagine produttiva del film con l’ingresso dell’Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico e della società Altreforme di Udine, guidata da Augusta Eniti, attenta alle forme più sperimentali e artistiche del cinema del reale. Decisivi saranno poi gli apporti di Rai Cinema, della APT Servizi della Regione Emilia Romagna, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, e del Fondo Regionale per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia.

Biografia del regista
Marco Bertozzi (1963), fa parte di quel gruppo di autori che ha contribuito alla rinascita del documentario italiano, con un forte impegno teorico e di promozione culturale. Combina la pratica cinematografia – in film come “Appunti romani”, 2004, “Il senso degli altri”, 2007, “Predappio in luce”, 2008, Profughi a Cinecittà, 2012 – a una forte componente teorica (in libri come “Storia del documentario italiano” o “Recycled cinema”). Film curator per rassegne sul documentario italiano (con Villa Medici a Roma, la Cinémathèque del Quebec a Montreal, il Festival del cinema di Amiens, in Francia), ha insegnato Cinema documentario al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, al Conservatorio di Scienze Audiovisive di Lugano e, attualmente, all’Università IUAV di Venezia.

Lucia Renati

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