venerdì 18 gennaio 2019
di Lucia Renati   
lettura: 2 minuti
lun 24 apr 2017 15:48
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Sono 307 i ciclisti rimasti coinvolti, nel corso del 2016, in incidenti stradali sulle strade riminesi. Si tratta di un numero in linea con i trend degli anni precedenti (negli ultimi 8 anni il numero è costantemente oscillato tra i 270 e i 295), rispetto ai quali aumenta di qualche unità il numero totale, ma diminuisce la gravità e l’indice di lesività (rapporto tra numero di incidenti e feriti). Nel 75% dei casi i ciclisti coinvolti risultano illesi. Numeri che devono tenere in considerazione anche il progressivo aumento nell’utilizzo della bicicletta da parte dei riminesi; dagli ultimi dati in possesso risultano infatti intorno al 25% i riminesi che prediligono la mobilità sostenibile per svolgere quotidianamente il tragitto casa-lavoro, di cui circa il 16% con l’utilizzo della bicicletta. All’inizio dello scorso decennio la percentuale di chi utilizzava la bicicletta negli spostamenti casa-lavoro era di poco inferiore del 10%.

“In un contesto di radicale cambiamento nella mobilità urbana – è il commento di Roberta Frisoni, assessore alla mobilità del Comune di Rimini – dove aumenta l’utilizzo della bicicletta negli spostamenti quotidiani, abbiamo il dovere di tutelare sempre di più la sicurezza degli stessi. Un obiettivo possibile attraverso una duplice sforzo, quello materiale, legato agli investimenti sulla mobilità lenta protetta, e quello culturale, con un maggiore rispetto e attenzione nei confronti dei pedoni e dei ciclisti. Entro la fine del mandato amministrativo portare a 120 i chilometri di piste ciclabili comunali, oggi sono di poco superiori a 100. Di qui al 2027, in un arco di tempo decennale, bisogna riequilibrare e ridurre la distanza tra la percentuale di chi usa il mezzo privato, oggi al 74%, e la mobilità ciclabile e pedonale, ora al 25% per chi si muove per il tragitto casa-lavoro in bicicletta o a piedi. L’obiettivo è andare oltre un modello di mobilità esclusivamente basato sull’automobile e restituire i centri e i quartieri delle città ai cittadini, tramite la sinergia tra mobilità urbana e mezzi pubblici”.

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