14 novembre 2018

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Sabato ‘è per te’ contro la violenza sulle donne. Nel 2016 alla rete riminese 439 accessi

in foto: La camminata presentata alla casa delle donne

439 accessi da Gennaio ad Ottobre 2016. 237 alla casa delle donne, 46 si sono rivolte all’associazione ‘Rompi il silenzio’ per aver subìto violenza, 56 donne hanno chiesto assistenza legale, 96 sostegno psicologico e 3 si sono rivolte allo sportello commercialisti. Capita che anche qualche uomo chiami per chiedere aiuto, per sapere come fare a guarire dalla malattia della violenza. Per questo, la camminata di Sabato è per tutti. Uomini, donne, bambini, famiglie.

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre il Comune di Rimini in collaborazione con Associazione Rompi il silenzio Onlus ripropone “E’ per te”, la camminata cittadina organizzata giunta alla sua quinta edizione e che nasce per sensibilizzare la cittadinanza su un fenomeno che ha assunto i contorni dell’emergenza. La camminata è in programma sabato 26 novembre alle 16 dalla Casa delle donne di Piazza Cavour.

Percorso:

Il corteo attraverserà il centro storico, con una breve sosta al Ceis, accolto dai bimbi, insegnanti e genitori, per poi proseguire fino al giardino delll’Ala Moderna del Museo dove terminerà la camminata.

mappa-percorsoIl programma delle iniziative: domani, giovedì 24 novembre alle 17.30 (ingresso libero) l’incontro con il  Prof. Paolo Ercolani, docente di Filosofia presso l’Università degli Studi di Urbino, autore del libro “Contro le donne” (Marsilio 2016).

L’appuntamento, organizzato in collaborazione con la Biblioteca Gambalunga e il Coordinamento Donne Rimini sarà preceduto la mattina da un incontro con le scuole superiori al Teatro degli Atti. “Con argomentazioni sorprendentemente simili, pur provenienti da autori delle scuole più diverse – religiosi o atei, conservatori o progressisti, antichi o moderni – il consenso intorno al pregiudizio misogino ha raccessiappresentato il più grande e atavico collante della cultura occidentale – In questo libro Paolo Ercolani non si limita a ricostruire la storia del più antico preconcetto – tirando in ballo le responsabilità della filosofia, della religione e delle scienze in genere – ma propone una nuova teoria della soggettività umana che possa agevolare il superamento di contrapposizioni e pregiudizi sessuali con i quali è arrivato il momento di fare i conti in maniera definitiva”.

Dati regionali:

La grande maggioranza delle donne che si rivolgono ai centri antiviolenza della regione per chiedere aiuto subisce violenza da partner o ex partner: si tratta infatti per lo più di donne sposate o conviventi con figli/e. Considerando la presenza di figli/e, le madri sono 1517, pari al 77,4%, le donne accolte con figli/e sono 1814 e rappresentano il 79,1% delle donne nuove accolte che hanno subito violenza.

Rispetto al 2015, la percentuale relativa alle donne con figli/e rimane pressoché invariata. La violenza si estende ai figli e alle figlie delle donne che la subiscono. I minori che subiscono violenza diretta o assistita sono 1440, pari al 55,2% di tutti i figli/e delle donne accolte. Per quanto riguarda le forme di violenza subite principalmente dalle donne, le più diffuse sono le violenze psicologiche (92,6%), seguite dalle violenze fisiche (65,2%), dalle violenze economiche (43,2) e da quelle sessuali (13,9%).

Cosa spinge le donne a rivolgersi a un centro antiviolenza? Al primo posto fra i bisogni espressi dalle donne accolte figurano: la richiesta di informazioni (57%); la richiesta di un colloquio successivo di accoglienza (49%); di strategie e consigli (43,1%); di assistenza o consulenza legale (23,7%).

Aumenta di 7 punti la percentuale di donne che richiede informazioni, mentre le altre variano di 1-2 punti. Aumenta di qualche punto percentuale (+2,3) la presenza di donne in percorso da anni precedenti. Un segnale del prolungarsi dei percorsi di accoglienza, dovuto alle difficoltà che le donne incontrano, oggi più di ieri, a seguito della crisi economica, nei loro percorsi di uscita dalla violenza. Nei casi in cui le violenze sono più gravi, e vi è una situazione di pericolo, le donne chiedono ospitalità nelle case rifugio. Le donne ospitate al 31/10/2016 sono state complessivamente 192, i figli/e 191, per un totale di 383 donne e figli/e ospitati. Le notti di ospitalità di donne e figli/ sono state complessivamente 35.550, in media 92,8 giorni di ospitalità per donna e figli/e, in leggera diminuzione rispetto al 2015, anno in cui la media di notti per donna/minore è stata pari a 113,6 giorni. Un possibile effetto dell’aumentare delle donne che vengono ospitate in strutture di emergenza. Per quanto riguarda la violenza estrema, il femicidio, da gennaio 2016 a oggi in regione si contano 9 femicidi e 4 tentati femicidi; nel 2015 i femicidi erano stati 6. Il dato è sottostimato, giacché si basa solo sui casi che ottengono attenzione mediatica. In conclusione, i dati scattano una fotografia non troppo diversa da quella dell’anno scorso: in Emilia-Romagna la violenza sulle donne si delinea come un fenomeno piuttosto costante.

www.centriantiviolenzaer.it

tel. 051 333173

fax 051 3399498

Lucia Renati

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