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Hotel Saint Gregory. Il sostegno di Federasma e la replica a Sadegholvaad

AttualitàRimini

13 settembre 2016, 16:59

in foto: il sit-in degli ipovedenti (foto Manuel Migliorini)

“Non è intenzione di nessuno prevaricare i diritti degli ipovedenti”. Lo ribadisce una nota dell’hotel Saint Gregory di Rimini in merito al caso di alcuni giorni fa finito sulla ribalta nazionale e oggetto di un sit in di protesta domenica scorsa davanti all’albergo. “Al contrario si vuole trovare la soluzione più giusta per tutti. Nel caso specifico la soluzione è chiedere la modifica della legge 37/74 nella parte in cui non prevede eccezioni per accesso dei cani guida negli alberghi che non accettano animali al fine di tutelare altre categorie comunque deboli che hanno allergie, fobie o altre problematiche”.

“Ci si auspica che un po’ tutte le associazioni trovino un punto d’incontro finalizzato a trovare la miglior soluzione per tutti: garantire da un lato l’accesso ai cani guida e tutelare chi ha forme allergiche o fobie per gli animali, dall’altra. Si ribadisce quindi che la scelta aziendale di non accettare animali, lungi dal voler rappresentare una qualche forma di discriminazione nei confronti di ipovedenti, è finalizzata unicamente alla tutela di soggetti altrettanto deboli che, per patologie, ovvero fobie, ovvero altre motivazioni, chiedono di poter esercitare il propiro diritto a soggiornare in una struttura priva di animali”.

Si ribadisce ribadisce “la scelta aziendale di non accettare animali, lungi dal voler rappresentare una qualche forma di discriminazione nei confronti di ipovedenti, è finalizzata unicamente alla tutela di soggetti altrettanto deboli che, per patologie, ovvero fobie, ovvero altre motivazioni, chiedono di poter esercitare il propiro diritto a soggiornare in una struttura priva di animali”.
Poi dal titolare Mauro D’Amico una specifica replica alle dichiarazioni dell’Assessore alla Polizia Municipale Jamil Sadegholvaad:
“mentre prendiamo atto che il medesimo è intervenuto in adempimento “di un atto dovuto”,comprendiamo di meno il riferimento ad un “di più” che lo avrebbe indotto a quell’atto. Infatti il “di più” che sarebbe stato protetto sarebbe stata la tutela da offrire ai non vedenti, oltre che dalla legge, da coloro che come gli albergatori riminesi “hanno sempre fatto dell’ospitalità la loro bandiera  anche per la storica propensione all’accoglienza e all’apertura al prossimo”. Proprio una completezza di informazione, (non diciamo di necessaria condivisione) avrebbe dovuto spingere quell’Assessore (che è Assessore di tutti i cittadini riminesi) a rendere conto anche di quanto segue:
1) i non vedenti hanno sicuramente diritto ad ogni aiuto alla loro autonomia negli spostamenti e ad ogni altra forma di tutela che possa affievolirne gli svantaggi della infermità;
2) una tale tutela, tuttavia, non può non spettare anche (al di là di eventuali tardività di tutele legislative) a coloro che siano portatori di altre problematiche quali gli asmatici, i cinofobi ecc.;
3) nel ricordare le gravi conseguenze (che possono condurre perfino alla morte) di un attacco asmatico ci pare ben possibile che in una zona che conta centinaia e centinaia di alberghi (che ben possono ospitare i non vedenti) alcuni si pubblicizzino e tentino di promuoversi sul mercato come accoglienti di persone asmatiche e/o cinofobe e quindi garantendo l’assenza di animali nella struttura alberghiera ospitante con assunzione di correlativi obblighi che un minimo di professionalità deve poi indurre a rispettare senza abdicarvi (magari in momenti di carenze di presenze) per successivi calcoli di opportunità e/o convenienza;
4) proprio “la storica propensione all’accoglienza e all’apertura al prossimo” richiamata da un Assessore Jamil Sadegholvaad, che sicuramente conosce sotto il profilo storico e di appartenenza territoriale le nostre zone, deve portare ad una tale completezza di attenzioni al prossimo o quanto meno deve evitare condanne aprioristiche,  attingenti ad un disinformato pietismo e univocamente orientate in verosimile violazione anche di dettati costituzionali.

Lo scrivente non può accettare “il bagno”di ingiurie e/o quanto meno di riprovazioni che lo sta investendo e tutelerà pertanto in ogni sede una visione corretta e non discriminante dell’accoglienza turistica nonché la propria immagine umana e professionale”.

Sulla vicenda interviene anche Federasma che rivendica la possibilità di affrontare il tema senza preconcetti, sempre nell’ottica di garantire diritti a tutti perché la tutela di una categoria non ne escluda un’altra.


Il comunicato di Federasma:

L’amore e il rispetto per gli animali non possono essere contrapposti alle esigenze di salute e di tutela delle disabilità.

Da qualche settimana stiamo assistendo ad un crescente furore nelle comunicazioni sul negato accesso di una persona non vedente (accompagnata dal proprio cane guida) presso una struttura alberghiera di Rimini.

La cattiva informazione, spesso parziale e non corretta, letta e ascoltata sui mezzi di comunicazione – anche i più autorevoli – ne ha fatto un caso nazionale presentando però una visione parziale, sicuramente frutto di mancanza di informazioni.

Riteniamo inaccettabile che non si sia data la possibilità di approfondire il tema senza preconcetti, e dando diritto di replica, perdendo così un’occasione per fare buona informazione.

FederASMA ALLERGIE ONLUS – Federazione Italiana Pazienti è solidale verso tutte le persone che soffrono a causa di una disabilità, e collabora in rete con le principali associazioni di pazienti per migliorare la qualità della vita di queste persone.

Molti sono gli aspetti forse poco conosciuti che permetterebbero dei toni e un livello di discussione civile, per esempio che:

  • le crisi asmatiche possono essere gravissime – ancora oggi si registrano centinaia di morti l’anno
  • le persone asmatiche o allergiche spesso pagano le loro terapie
  • nessuno è contento di assumere o aumentare la dose di farmaci quando si potrebbe evitare di entrare in contatto con l’allergene
  • nonostante i divieti (tanto per parlare di leggi), ormai è consuetudine che gli animali abbiano libero accesso ovunque
  • ci sono persone (anche stranieri) con malattie allergiche/respiratorie che:
    • spesso non sanno dove soggiornare per vacanza o lavoro, perché non esistono in larga scala strutture che garantiscano un’adeguata prevenzione ambientale
    • non possono più viaggiare in treno perché l’accesso agli animali è oggi esteso a tutte le carrozze, per non parlare di autobus e aereo
    • non possono accedere agli uffici pubblici come alla posta, INPS etc…
    • non possono andare al ristorante, nei bar o al supermercato, dove c’è il divieto di tenere i bambini nel carrello mentre è tollerato che ci stia il cane di compagnia

Potremmo continuare con moltissime altre testimonianze, ma quello che riteniamo importante è sottolineare che non stiamo mettendo in discussione l’amore e il rispetto verso gli animali, né dei sacrosanti diritti alla mobilità di una persona non vedente, stiamo tendando di portare a conoscenza e parlare della salute di persone con malattie – le malattie allergiche/respiratorie – chiedendo anche per loro la possibilità di avere accesso alle strutture alberghiere, se non a tutte, almeno a quelle che con sensibilità si sono poste il problema di offrire servizi anche a queste persone. Così come chiediamo che venga garantito l’accesso a tutte quelle strutture che per un essere umano è indispensabile frequentare: scuola, lavoro, negozi, poste, ospedale…

Ma parlare di questi diritti sembra essere diventato ormai un tabù, da quando l’ex Ministro Brambilla emanò qualche anno fa un’ordinanza dove si dava libero accesso agli animali in tutti i luoghi pubblici, ignorando che ci sono degli esseri umani che avrebbero perso così i loro diritti.

La disabilità non è un privilegio o una scelta, probabilmente 42 anni fa quando fu approvata la legge per tutelare le persone ipovedenti e permettere loro il diritto alla mobilità accompagnati dai loro cani guida, le malattie allergiche e respiratorie erano ancora poco note e per molti anni non si è fatto nulla per prevenirle o contrastare i loro effetti, tanto da trovarci oggi di fronte a numeri drammatici che richiederebbero una maggiore attenzione alla prevenzione, flessibilità (da parte di tutti) e di una maggiore consapevolezza.

Nell’affermare i diritti di una persona ipovedente si dovrebbe oggi ragionevolmente accettare che una struttura sia organizzata per accogliere persone con altre disabilità.

Cosa apprezzabile specie nei luoghi dove è possibile un’offerta diversificata e quindi una scelta ampia da parte dell’utente. Importante sarà definire in TUTTI I LUOGHI PUBBLICI spazi con indicazioni di accesso chiare dove, di conseguenza, ognuno avrà gli strumenti utili alla gestione della propria malattia.

Riteniamo quindi che qualsiasi tipo di disabilità debba poter essere affrontata con misure che permettano di agire sulla prevenzione, accoglienza e tutela delle persone, dando loro la possibilità di poter vivere la propria vita, qualsiasi tipo di disabilità soffrano.

Ribadiamo fermamente che i diritti delle persone ipovedenti debbano essere difesi e migliorati, al pari di altre malattie e che, dove viene a mancare il buon senso e il dialogo civile, è necessaria una legge che tuteli anche la disabilità causata da allergia  malattia “invisibile” ma che crea una vera e propria barriera al pari di qualsiasi altra barriera architettonica visibile.

FederASMA ALLERGIE ONLUS

Redazione Newsrimini

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