18 novembre 2018

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Alberghi e cani guida. Blindsight project: comprendiamo asmatici ma Convenzione Onu va applicata

in foto: il sit-in degli ipovedenti (foto Manuel Migliorini)

 Dopo l’amministratore dell’Hotel Saint Gregory Mauro D’Amico, sul sit in di domenica a seguito del rifiuto di prenotare una stanza a una persona non vedente con cane guida interviene anche Laura Raffaeli, presidente di Blindsight Project, con una lettera inviata a sindaco e assessori di Rimini ma anche a Federasma, intervenuta ieri a sostegno delle motivazioni di D’Amico (vedi notizia).

“Mi permetto di disturbarvi – premette la Raffaeli – perché, in seguito ad una serie di articoli recenti, riguardo il sig. D’Amico, dell’Hotel Saint Gregory Park di Rimini, multato per aver negato l’accesso al cane guida, che come saprete non è certo un capriccio, ma è considerato ausilio per persona disabile della vista, mi trovo costretta a chiarire direttamente con voi quanto accaduto, e quanto non dovrà più accadere, non solo per la legge dello Stato Italiano, in questo caso la n.37/74 ed anche la n.67/06, quanto per la Convenzione Onu per Persone Disabili, ratificata dall’Italia ben 10 anni fa, e ne ricorre l’anniversario proprio tra pochi giorni. Partendo dal glossario, mi permetto di suggerire quello giusto: siamo persone cieche, e ipovedenti, quindi persone disabili visive, in questo caso con cane guida”.

Quanto all’iniziativa di domenica, “è sbagliato il concetto di “manifestanti”, in quanto era un sit-in di persone con cane guida, che si sono trovate insieme fuori dall’hotel in questione e hanno atteso di parlare con D’Amico con in mano, oltre al giunzaglio, solo la locandna della onlus “che informa sui diritti del cane guida che accompagna persona disabile visiva, per la legge 37/74”.

Dalla Raffaeli un invito a Federasma “a riflettere sulle proprie pubbliche dichiarazioni: l’OMS mette ai primi posti le disabilità sensoriali, soprattutto visive, e purtroppo non è scelta nostra essere autonomi con un cane, in quanto non tutti possono permettersi un accompagnatore, e siamo in molti”. “Sono sicura che comprenderete anche tutti voi, che non è certo per una sola voce, che si può chiedere addirittura la modifica di una legge, molto invidiata dal resto del mondo, come lo è ad esempio la nostra legge Stanca, quella che vorrebbe tutti i siti web e loro contenuti digitali, accessibili a chi ha disabilità visive. Leggi quasi dimenticate da noi italiani, ma prese come esempio nel resto del mondo, una di queste è quella sul cane guida in Europa, e l’altra e la legge Stanca, presa ad esempio per lo sviluppo del sito web della Casa Bianca”.

Se nella foga del confronto può essere uscita qualche frase poco rispettosa degli asmatici, per la quale la Raffaelli si scusa a nome della onlus, “Tantomeno siamo insensibili a chi soffre di asma, ci sono persone cieche con cane guida, che hanno lo stesso problema oltre al resto, dipende tutto dall’igiene intorno a noi. Toglierci il cane però,  è come togliere gli occhi a qualcuno nel nostro caso, e non può esistere in nessun modo che in un luogo aperto al pubblico, una disabilità possa accedere ed un’altra no, è contro la Convenzione Onu e alcune leggi statali, come detto sopra”. “Chiedere la modifica della legge sul cane guida? Noi si vorrebbe chiedere l’estensione della stessa legge anche a tutti i cani d’assistenza, in quanto sono molte le persone con varie disabilità, che ne usufruiscono. Autismo, alzheimer, epilessia, disabilità motorie, sordità, riabilitazione anziani o colpiti da ictus, e tanto altro. Questo solo per l’assistenza a chi è disabile, ma considerate quanti sono stati i cani delle Unità Cinofile di Stato, cani da lavoro tali e quali ai nostri cani guida, quindi tutelati non a caso, da normative varie e leggi, durante il terremoto recente ad Amatrice”.

“Suggerisco a chi soffre di asma di chiedere sanzioni più importanti per tutti gli esercenti pubblici che non si attengono alle regole d’igiene, questo prima di pensare a modificare una legge straordinaria, che consente di vedere a milioni di persone in tutto il mondo. Ci sono i modi per stare insieme, ma questo non dipende dai compromessi suggeriti, cioè voi lì noi qui, il cane no, o l’asmatico no (perché lo stesso problema si verificherebbe al contrario, non mi sembra giusto obbligare persone, cittadini italiani, a fare ciò che dice un’associazione, o un pubblico esercente”.

“Mi auguro che tutto questo possa essere concluso con le scuse del D’Amico, e che alla sua riapertura l’hotel possa essere pronto ad ospitare entrambe le disabilità, e relativi ausili legalmente tutelati, spero anche che si capisca l’importanza dell’autonomia di un essere umano, cittadino italiano, che non può e non deve rinunciare alla fruizione di quanto espressamente dichiarato pubblico. Questi sono i “compromessi” secondo me, e secondo tanti altre persone disabili visive con cane guida nel mondo. Le associazioni possono interagire e arrivare a chiedere semmai l’applicazione di questa decennale convenzione, e delle leggi dello Stato Italiano, affinché l’autonomia e il rispetto della persona disabile non rimangano parole”.

 

 

Redazione Newsrimini

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