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Prostituzione, 100mila donne in Italia (37% minori). APG XXIII chiede punibilità cliente

In foto: repertorio
di Andrea Polazzi   
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mer 13 lug 2016 17:57
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Il traffico di esseri umani è la terza industria illegale a livello mondiale per fatturato e le vittime sono soprattutto donne e bambini. Numeri precisi sono difficili da stabilire, visto che si parla di un fenomeno sommerso, ma le stime parlano di 21 milioni di vittime nel mondo, il 53% delle quali costrette alla prostituzione. Solo in Italia le donne che si prostituiscono sono oltre 100mila, il 37% è minorenne (alcune hanno addirittura 13/14 anni). Provengono in prevalenza da Nigeria, Romania e Albania. I clienti sono ben 9 milioni per un giro d’affari che si attesta sui 90 milioni di euro al mese. A fornire i numeri è la Comunità Papa Giovanni XXIII che in 25 anni è riuscita a liberare 7mila ragazze e attualmente ne ospita nelle proprie case oltre 400. I responsabili della comunità fondata da don Oreste Benzi oggi erano a Roma dove è stata presentata alla Camera una proposta di legge che ha nell’onorevole Bini la prima firmataria e che si pone in contrasto alle tante iniziative che, anche in parlamento, vorrebbero la legalizzazione della prostituzione. “Quando c’è una realtà che contrasta la dignità, in questo caso quella della donna, non si può tollerare. Il male non va accettato, va estirpato.” Lo dice da Roma, ai microfoni di Icaro, il responsabile della Papa Giovanni, Giovanni Ramonda.  “Noi chiediamo, con l’onorevole Bini, che – proseguevenga sancita la punibilità del cliente. Molti di loro sono padri di famiglia e con questa pratica, oltre a rendere schiave queste ragazze, deturpano l’immagine delle loro mogli e figlie. Vogliamo che alla legge Merlin, che prevede la punibilità dell’induzione alla prostituzione, venga aggiunto un articolo che prevede la punibilità del cliente. In nord Europa, in particolare in Svezia, è stata attuata e ha portato ad una riduzione del fenomeno.”

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