Indietro
menu
Cultura Riccione

Luciana Alpi. Senza verità il Premio per Ilaria è inutile

In foto: Barbara Bastianelli e Mariangela Gritta Greiner dell'associazione IA, la presidente della Camera Laura Boldrini e Luciana Alpi.
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: < 1 minuto
gio 18 dic 2014 19:07 ~ ultimo agg. 19 dic 16:53
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura < 1 minuto
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Una lettera per manifestare la frustrazione di venti anni di indagini senza risposte. Luciana Alpi, madre di Ilaria, la giornalista del Tg3 uccisa a Mogadiscio il 20 marzo del 1994 insieme al suo operatore Miran Hrovatin mentre indagava su traffici di armi e rifiuti tossici, ha comunicato nei giorni scorsi all’Associazione Ilaria Alpi le sue dimissioni da socio e, premettendo di avere sempre sostenuto il premio riccionese per la sua rispondenza agli ideali di Ilaria, nella lettera chiede che però non sia più organizzato in quanto non è più ravvisabile alcuna utilità. Oltre che ai fondatori del premio e al direttore scientifico, la lettera è stata indirizzata anche all’assessore regionale alla cultura Mezzetti.

“Sono vicina a Luciana Alpi come lo sono stata ogni giorno negli ultimi vent’anni, e continuerò ad esserlo. Per questo capisco e condivido la sua posizione”. Così Mariangela Gritta Grainer, presidente dell’Associazione Ilaria Alpi, prende una posizione chiara riguardo alla lettera che la madre della giornalista ha inviato nel giorni scorsi ai fondatori e al direttore scientifico del Premio Ilaria Alpi.
“Si chiude un percorso importante e difficile, proprio nell’anno del ventennale del premio, celebrato con grande successo nell’ultima edizione di settembre 2014. L’associazione Ilaria Alpi, come recita l’articolo 2 dello statuto, si propone di contribuire alla ricerca della verità sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, di sensibilizzare l’opinione pubblica e le pubbliche istituzioni sulle motivazioni che hanno causato il duplice omicidio, con la possibilità di costituirsi parte civile nei procedimenti penali relativi a delitti che riguardino direttamente il caso di Ilaria Alpi.
Comprendo il grido di dolore di Luciana Alpi, perché in questi vent’anni alla ricerca della verità abbiamo trovato continui ostacoli, depistaggi, bugie. L’associazione si era costituita proprio per contribuire a trovare la verità, ma non ci siamo riusciti”, conclude mariangela Gritta Grainer.

Notizie correlate
di Redazione   
VIDEO
di Redazione