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Attualità Provincia

Esuberi nelle nuove province: 134 nel riminese. Gnassi: decisivo incontro con Bonaccini

In foto: il titolo del Sole 24 Ore
di Andrea Polazzi   
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lun 15 dic 2014 12:56 ~ ultimo agg. 16 dic 10:28
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Stanno arrivando ormai al pettine i nodi della riforma delle province, non eliminate ma trasformate in enti non elettivi di secondo livello e svuotati di risorse. Ma per ora non di compiti. Come annunciato dal presidente Gnassi, con i tagli di risorse stimati il futuro della provincia di Rimini sarebbe il dissesto di bilancio già nel 2015 (mancherebbero 3 milioni di euro). A preoccupare è anche la situazione dei dipendenti: a livello nazionale l’UPI stima infatti 19339 esuberi. Nel riminese il numero si attesta a 134 pari ad un risparmio di risorse stimato in 6,3 milioni di euro (il dato più basso in regione). Questo almeno, spiega oggi il Sole24Ore, sulla base dei criteri elaborati finora dal Governo. Si tratta, e’ bene ricordarlo, di dipendenti a tempo indeterminato che, stando alle intenzioni, dovrebbero pero’ essere ricollocati nei comuni o in regione. Ma qui entra in ballo il nodo delle funzioni. Il ridimensionamento di organico dovrebbe infatti essere funzionale alla riduzione dei compiti ma se i tagli sono ai nastri di partenza, la redistribuzione pare ancora lontana. Poche le regioni che si sono mosse per la creazione degli appositi osservatori con l’Emilia Romagna rallentata dalle recenti elezioni.
Intanto però le risorse latitano: sempre secondo il quotidiano economico la provincia di Rimini dal 2010 avrebbe subito sforbiciate per 13,2 mln pari al 42 per cento in meno. Difficile cosi garantire servizi ai cittadini (scuole e strade ad esempio rientrano tra le competenze provinciali). Ma c’è anche chi se la passa peggio: a Verbania sono venute meno il 73 per cento delle risorse e la media italiana e’ del 45.

Si tratta di stime, spiega il presidente Andrea Gnassi rilevando come la definitiva entità dei tagli dipenderà dalla redistribuzione delle funzioni residue. “Decisivo – dice – sarà l’incontro con il nuovo presidente della Regione Emilia-Romagna previsto per i prossimi giorni. Si può ragionevolmente ipotizzare che la Regione si muoverà in una cornice fondata, da un lato, sulla ricerca della massima efficacia nello svolgimento delle funzioni per garantire servizi di qualità ai cittadini, dall’altro, sulla tutela dei livelli occupazionali (come concordato con i Sindacati). Storicamente la Provincia di Rimini ha sempre svolto un numero elevato di funzioni delegate (con manifesto apprezzamento da parte della Regione per i risultati conseguiti), e non è improbabile che la Regione possa chiedere infine di continuare a svolgerle (con il necessario trasferimento di risorse relative), riducendo al minimo indispensabile anche i trasferimenti di personale ipotizzati sulla base dei dati UPI.”