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Provincia Rimini Social

2892 i minori seguiti dai servizi sociali, 534 i provvedimenti di affido

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mer 24 ott 2012 17:58 ~ ultimo agg. 00:00
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Il caso del bimbo di Padova, conteso tra mamma e papà e trascinato di forza via da scuola, ha riacceso i riflettori sugli affidi nei casi di separazioni. Però il rischio è che, superato l’evento mediatico, il problema torni nel dimenticatoio. Un problema che sconta la miopia di una società dove a prevalere sono gli interessi dell’adulto e non quelli del minore, coinvolto in situazioni più grandi di lui e capaci di condizionarne l’esistenza.
La storia di Padova, rimbalzata sui media, è solo una delle tante che si vivono anche nel riminese: in una provincia dove gli under 18 sono 54.646, ben 2.892 sono in carico ai servizi sociali. 114 sono interessati da provvedimenti di tutela, 534 da provvedimenti di affido (un dato in crescita). Gli affidamenti familiari in corso sono 102: 28 a parenti e 74 eterofamiliari, vale a dire in famiglie diverse da quella d’origine nella quale temporaneamente non c’è un ambiente idoneo. 110 invece gli affidamenti in struttura. Preoccupante anche il dato dei minori soggetti a trattamenti di neuropsichiatria: 2955, oltre 1600 nella fascia 6-10 anni. Situazioni a rischio che gli addetti ai lavori sono chiamati ad affrontare con sensibilità.
“Nel riminese – spiega Rossella Talia, presidente del Tribunale Rimini – abbiamo un ottimo servizio sociale e un’ottima sensibilità dell’avvocatura. Inoltre sono molte le associazioni che si pongono il problema di accettare i minori in famiglia piuttosto che mandarli in struttura. Ci sono però problemi legati a un non buon coordinamento normativo: ad esempio l’avvocatura soffre la disomogeneità di trattamento tra i minori che appartengono a famiglie coniugate e minori che appartengono a famiglie di fatto. In questo caso ci sono due autorità giudiziarie diverse che se ne occupano col rischio di tempi e modalità di lavoro diverse.”

Ospite a Rimini, in un incontro molto partecipato, il Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza, Luigi Fadiga. Un centinaio in dieci mesi di attività le segnalazioni arrivate
“Questa è una regione privilegiata – ha detto – perchè c’è una antica tradizione di attenzione ai problemi dei minori. Anche se ci sono alcune zone in cui è mancato ricambio o sono diminuite le risorse. Serve un maggior lavoro di rete e di raccordo.”

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