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Tragico rogo in casa a Bologna. Tra le ipotesi un omicidio-suicidio

In foto: Potrebbe aver ucciso la madre ottantenne e invalida. Poi, Bruno Matteuzzi, 48 anni, per farla finita si è gettato dalla finestra del bagno, al terzo piano, rimanendo seriamente ferito. Q
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sab 13 nov 2010 19:16 ~ ultimo agg. 00:00
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uesta una delle ipotesi su cui stanno lavorando gli investigatori a Bologna, dopo l’incendio divampato poco prima delle 6 in un appartamento della periferia, in via Puccini. I due vivevano in condizioni di estrema povertà: le utenze tagliate, con il rischio che la casa venisse pignorata. La madre dell’uomo, Augusta Mattioli, vedova, è stata trovata morta, riversa nella vasca da bagno vuota. Era vestita. Il suo corpo non è stato toccato dalle fiamme, domate dai vigili del fuoco. In un primo momento si è parlato di strangolamento, ma non vengono escluse altre possibilità, come il soffocamento per il fumo. Solo l’autopsia, di cui sarà incaricato lunedì il medico legale Sveva Bordin, potrà accertarne le cause della morte. Matteuzzi, disoccupato, ora è indagato per incendio doloso (il rogo è partito da tre punti diversi) e omicidio. Un atto che è anche propedeutico alla nomina di un consulente tecnico per l’autopsia da parte dell’indagato. L’uomo è ricoverato all’ospedale Maggiore, in Rianimazione e la prognosi è riservata. Si è salvato grazie ad una siepe che ha attutito la caduta. E’ stato subito soccorso dal 118 e portato all’ospedale. Operato, non sarebbe in pericolo di vita, anche se rischia di rimanere paralizzato. E’ piantonato, ma non sono state disposte misure cautelari. Oltre alla pista dell’omicidio-tentato suicidio, gli inquirenti non scartano però neppure la possibilità di un doppio suicidio combinato, cioé che i due abbiano deciso insieme di farla finita. Come è al vaglio anche l’ipotesi di un gesto folle dell’uomo, figlio unico, dopo il decesso della madre, nel caso fosse avvenuto indipendentemente da lui. La famiglia viveva in una grave situazione di dissesto economico e povertà. Ed è proprio questo quadro, unito a urla e liti frequenti di cui hanno dato conto i vicini, a far pensare che alle origini del gesto ci sia la disperazione. I due avevano debiti, da tempo non pagavano le bollette, e per questo erano stati tagliati loro luce, gas e telefono. Vivevano con la pensione dell’anziana, 600 euro al mese, e rischiavano il pignoramento dell’appartamento. Una condizione che era seguita dai servizi sociali, ma i due non avrebbero fatto entrare in casa gli operatori. All’arrivo dei soccorsi, la porta era chiusa dall’interno ed é stata sfondata. Mentre il pavimento della casa è stato trovato da vigili del fuoco e dai carabinieri pieno di rifiuti, poi accumulati nel cortile quando sono state spente le fiamme, a testimonianza di una estrema indigenza. Tra le immondizie, mucchi di schedine del superenalotto. Nell’edificio vivono anche altre 18 famiglie, che hanno dovuto abbandonare il palazzo, portandosi dietro borse, valigie e animali domestici. Non è stato dichiarata l’inagibilità, ma la puzza di fumo e le condizioni dopo l’intervento dei vigili, complicheranno l’immediato rientro dei residenti. (ANSA)

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di Maurizio Ceccarini   
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