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Ambiente San Marino

In Regione lo smaltimento di 20.300 tonnellate di rifiuti dal Titano

In foto: Fino a 20.300 tonnellate all'anno di rifiuti speciali prodotti dalla Repubblica di San Marino potranno essere ammessi nel territorio regionale dell'Emilia Romagna.
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mer 30 gen 2008 16:06 ~ ultimo agg. 00:00
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Lo prevede l’accordo quinquennale siglato
dall’assessore regionale all’ambiente e sviluppo sostenibile, Lino Zanichelli, e dal segretario di stato all’ambiente e territorio di San Marino, Marino Riccardi.
L’accordo – spiega una nota – adempie al nuovo regolamento comunitario sui trasporti transfrontalieri di rifiuti e agli accordi vigenti tra il governo di San Marino e quello italiano in materia di protezione dell’ambiente e di gestione ecologicamente corretta dei rifiuti.
Per il principio di prossimità territoriale sancito dalla Ue, gli impianti di trattamento e smaltimento emiliano-romagnoli sono i primi
destinati a ricevere i rifiuti prodotti da San Marino. Le modalità di ammissione sono specificate e riguardano le fasi di classificazione, raccolta e pretrattamento dei rifiuti speciali, essenzialmente da attività produttive, che verranno svolte in un centro da istituire entro un anno in territorio sammarinese.
La Repubblica inoltre si doterà entro l’anno anche di una normativa che garantirà l’omogeneità nella classificazione dei rifiuti secondo il catalogo e le disposizioni europee; la tracciabilità della gestione dei rifiuti, a partire dalla produzione fino alla raccolta; il miglioramento della loro qualità ai fini del recupero. In applicazione delle nuove regole europee, l’accordo recepisce anche altre garanzie, come la notifica di ogni carico di rifiuti in arrivo, non solo al gestore dell’impianto addetto allo smaltimento, ma anche alla Provincia sul cui territorio l’impianto sorge. Infine, del quantitativo massimo ammesso annualmente, la cospicua quota di 16.500 tonnellate dovrà essere destinata a recupero, mentre 3.800 tonnellate andranno smaltite. Il tetto massimo da conferire potrà essere aumentato del 10% al partire dal terzo anno di entrata in vigore dell’accordo, ma solo dopo aver verificato la disponibilità degli impianti di smaltimento presenti in Emilia-Romagna. (ANSA).

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