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Rimini

Caporalato: una riflessione sulle violazioni del diritto al lavoro

In foto: Partono di mattina, all'alba, quando nessuno li vede. Qualcuno gli dà un lavoro che oggi c'è e domani potrebbe anche non esserci. Nel nostro immaginario vanno a lavorare nei campi, magari a raccogliere pomodori. E gli immigrati che cercano lavoro a Rimini, come recitano le recenti cronache, devono fare i conti anche con il fenomeno del caporalato.
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gio 8 lug 2004 13:14 ~ ultimo agg. 00:00
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Martedì, a seguito di un controllo dei carabinieri, sei sono state espulse, altrettante arrestate, perché non avevano il permesso di soggiorno. Un operaio è stato denunciato in stato di libertà per intermediazione abusiva tra domanda ed offerta di lavoro. Prima violazione della legge 30, meglio conosciuta come legge Biagi, che prevede l’intermediazione tra la domanda e l’offerta di lavoro, ma naturalmente in termini di legalità e per tutelare la dignità del lavoratore e promuovere la qualità e la stabilità del lavoro prevede l’arresto fino a sei mesi ed una multa fino a 7500 euro.
Secondo i dati forniti dal sindacato e che si riferiscono al bilancio della direzione provinciale di Rimni servizio ispezione del lavoro per l’anno 2003, su 1403 occupati nelle aziende ispezionate, 38 persone erano irregolari senza permesso di soggiorno, 108 erano irregolari per altre cause. Anche la vigilanza sul lavoro minorile offre dei dati che non sono confortanti: 28 gli irregolari impiegati nelle 125 aziende ispezionate, di cui 5 extracomunitari. Le violazioni, avvengono soprattutto per il rispetto degli orari di lavoro, i riposi e le ferie.
Sul lavoro nero, la CGIL riminese ha una posizione netta, come spiega
Franco Dieta, segreteria provinciale Cgil.