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l'editoriale della domenica

Vite che si spengono, nell'irrazionalità del vivere: le risse

In foto: pexels
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di Carlo Alberto Pari   
Tempo di lettura 5 min
Dom 26 Apr 2026 07:48 ~ ultimo agg. 23 Apr 11:28
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L’EDITORIALE DELLA DOMENICA
di Carlo Alberto Pari


I reati sono in calo, sentenziano alcuni, personalmente nutro dei dubbi, dipende dalla tipologia, dipende dal fatto che in molti non denunciano perché delusi ed
amareggiati dalla situazione generale della sicurezza. Di certo, quasi ogni settimana la cronaca ci racconta risse, accoltellamenti, feriti più o meno gravi e non di rado, vite di giovani spente senza senso. Cosa accade sempre più spesso: minori lasciati dai genitori in balia dei gruppi che frequentano, fino a tarda notte, senza sapere dove sono, cosa fanno, chi frequentano, cosa assumono. E’ difficilissimo educare, soprattutto se mancano valori di riferimento, essere autorevoli, ma non autoritari, è molto comodo delegare o incolpare la scuola, la società, gli amici, è comodo disfarsi dei problemi. Non sono solo minori, ma anche tantissimi adulti mai cresciuti, perenni “ragazzi” anche a 35/40 anni, in tanti, attratti dalle attuali frontiere del divertimento, sballi alcolici o indotti da sostanze varie, il reale alla ricerca del surreale, una squallida ed infinita tristezza del vivere. Al riguardo le risse, con o senza minori, tra le varie problematiche spesso ponderate
aggiungerei un’aggravante, raramente considerata, ma non certo banale, perché sempre più spesso, nelle risse sono coinvolti giovani frequentatori di palestre dove si apprendono tecniche insegnate esclusivamente per colpire, non tecniche utili alla Difesa Personale, molto, molto più complesse da insegnare e mettere in atto. Peccato che il codice penale prevede chiaramente la proporzionalità di ogni Difesa, ergo, tutto ciò che viene insegnato e non è proporzionale è semplicemente fuorilegge. Purtroppo invece, è sufficiente costituire un’associazione sportiva con pochi euro, ed iniziare ad insegnare le più svariate “discipline” alla moda, civili o militari, spesso “immaginate”, non frutto di lunghi e consolidati studi, con programmi codificati e costantemente aggiornati. Purtroppo, l’esaltazione e l’incitamento avvengono anche in tanti di questi luoghi, dove si insegna a colpire indipendentemente da ciò che si subisce. Le classiche e patetiche frasi: “ io non ho paura di nessuno” o ancora , “meglio un cattivo processo di un bel funerale”, si sentono spesso, peccato che quando accade una qualsiasi rissa finita con danni rilevanti, il giorno successivo, il “Rambo” di turno, magari con le manette ai polsi e gli occhi gonfi di lacrime, perde l’onore e l’orgoglio da maschio alfa, patetica recrudescenza di un passato tribale, con la bocca impastata dalla paura, biascicherà la consueta frase “io non volevo, non sapevo, non credevo”.

Insegnare a dei minori a colpire, a prescindere dalle situazioni, a prescindere da ciò che potrebbe accadere, a prescindere da ciò che succederà dopo, è un comportamento irresponsabile, diseducativo, socialmente deleterio ed a mio avviso, financo criminale.
Le indagini sui fatti di Massa, dove è deceduto un uomo colpito dal branco composto da alcuni minorenni, appureranno se l’uomo è morto per un pugno che lo
ha fatto cadere battendo la testa, come spessissimo accade, o per le altre percosse, di certo, l’elenco dei deceduti in situazioni del genere è molto, troppo lungo ed inaccettabile, anzi vergognoso, per un Paese civile e democratico. Termino con due consigli sui comportamenti da adottare.
Il primo : se capitate in una situazione dove il solito branco più o meno alterato da alcol e droghe, danneggia qualsiasi oggetto, evitate d’intervenire direttamente, per non mettere voi stessi o i vostri cari in situazioni di rischio elevato ed imponderabile, esistono i cellulari, filmate senza farvi assolutamente vedere e portate i video alle forze dell’ordine, anche per situazioni di danneggiamento banale, come il distruggere i giochi di un parco pubblico, o persino l’abbandono di rifiuti, questa è Educazione civica utile, anzi necessaria. Spetta alle forze dell’ordine deputate indagare sanzionare, arrestare. Se non esiste un rischio diretto d’incolumità fisica, gli oggetti, qualsiasi essi siano, non valgono mai il rischio di danni fisici o addirittura della vita.
Il secondo consiglio è per i genitori: prima di iscrivere vostro figlio minore ad una palestra, verificate sempre il curriculum di vita dell’insegnate ed i percorsi
professionali, la comodità logistica viene molto dopo tutto questo, l’insegnante tecnico ha un ruolo estremamente importante, financo educativo e
comportamentale, che inciderà sul futuro del bambino e dell’adolescente. Viviamo in una società complessa, di certo, molti fondamentali valori sono stati
purtroppo azzerati, erano necessari, anche per canalizzare e gestire comportamenti ed aggressività della specie, ora, non di rado, manca totalmente il rispetto,
l’educazione, le regole appaiono spesso inutili orpelli e noi adulti, di sovente, ne siamo esempio negativo. Aggiungiamo l’uso spesso smodato di alcol o droghe di
vario genere, per vivere scappando dalla vita, il risultato appare chiaro, si riducono i freni inibitori e la convivenza.

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di Redazione
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