Presa di distanza da Paolini
Villa Mussolini. Colombo (FdI) chiede chiarezza e dice no a revisione ideologica
In foto: Villa Mussolini
di Redazione
Sab 21 Mar 2026 08:42 ~ ultimo agg. 08:58
Sulla scelta dell'offerta dell'Amministrazione Comunale di Riccione da parte della Fondazione Carim per l'acquisizione di Villa Mussolini (vedi notizia), ma anche per fare dei distinguo sul commento espresso dal segretario cittadino Paolini, interviene la deputata di Fratelli d'Italia Beatriz Colombo.
La Colombo chiarisce che "quella espressa da Paolini è una posizione personale, che non rappresenta il partito. A quanto mi risulta, infatti, non è stata oggetto di alcun confronto: né con il direttivo, né con l’assemblea, né tantomeno con la sottoscritta, che è la parlamentare di riferimento del territorio.
È quindi prematuro parlare di “vittoria della città”. Lo sarebbe se ci trovassimo di fronte a un’amministrazione non dico illuminata, ma quantomeno dotata di una visione chiara e concreta nell'acquisizione di un così importante monumento.
Ricordiamo invece che questa giunta rappresenta una sostanziale continuità con quelle del passato: le stesse che, in un certo momento storico, avevano persino ipotizzato la demolizione della villa e che più volte hanno tentato di cambiarne il nome.
Ricordiamo invece che questa giunta rappresenta una sostanziale continuità con quelle del passato: le stesse che, in un certo momento storico, avevano persino ipotizzato la demolizione della villa e che più volte hanno tentato di cambiarne il nome.
Come deputato riccionese di Fratelli d'Italia, sono molto preoccupata perché in questa acquisizione non vi è alcuna chiarezza.
Si parla genericamente di “laboratorio di welfare culturale”: una formula talmente vaga e vuota da far sorgere il dubbio che non esista ancora una reale idea progettuale.
Si parla genericamente di “laboratorio di welfare culturale”: una formula talmente vaga e vuota da far sorgere il dubbio che non esista ancora una reale idea progettuale.
La Colombo sottolinea che "la Fondazione Carim avrebbe potuto, alla medesima cifra, affidare la villa a un soggetto privato di comprovata esperienza, capace di realizzare una mostra di altissimo livello con opere del futurismo, da Boccioni a Balla, con un richiamo nazionale e internazionale. Rinunciare a un’opportunità di questo calibro per un progetto fumoso e privo di concretezza lascia pensare che la valutazione sia stata più politica che di merito. Oggi, peraltro, Villa Mussolini è utilizzata anche come sede per celebrazioni di matrimoni.
Se questa dovesse essere la prospettiva futura, ci sarebbe seriamente da interrogarsi su quale sia il valore culturale che si intende attribuire a un luogo di tale importanza storica".
Se questa dovesse essere la prospettiva futura, ci sarebbe seriamente da interrogarsi su quale sia il valore culturale che si intende attribuire a un luogo di tale importanza storica".
"Colpisce infine come, già nei documenti ufficiali, si inizi a parlare di “ex Villa Mussolini”, segno evidente di una volontà, più o meno esplicita, di cancellarne l’identità storica. Quasi che l’obiettivo non sia valorizzare un monumento, ma riscriverne il significato.
Tutto questo per un’operazione da oltre un milione e duecentomila euro, senza che sia stato chiarito dove verranno reperite le risorse né a cosa i cittadini dovranno rinunciare.
Vorremmo inoltre sapere in quanto tempo il Comune intende pagare questo acquisto, dal momento che, come capitato con il TRC e il Palazzo dei Congressi, non sarebbe la prima volta in cui un'Amministrazione si accolla debiti che verranno saldati dai suoi successori.
L’unica certezza è che alla fine a pagare saranno i Riccionesi, chiamati a sostenere il costo di quella che appare sempre più come una battaglia ideologica, piuttosto che un investimento culturale serio e lungimirante".
Vorremmo inoltre sapere in quanto tempo il Comune intende pagare questo acquisto, dal momento che, come capitato con il TRC e il Palazzo dei Congressi, non sarebbe la prima volta in cui un'Amministrazione si accolla debiti che verranno saldati dai suoi successori.
L’unica certezza è che alla fine a pagare saranno i Riccionesi, chiamati a sostenere il costo di quella che appare sempre più come una battaglia ideologica, piuttosto che un investimento culturale serio e lungimirante".
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