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Vigili del Fuoco, a Rimini mancano personale e alloggi. L'impegno del Comune

In foto: l'incontro in Municipio
l'incontro in Municipio
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Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
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Carenza di organico, che si fa sentire specie d'estate con uomini "esausti e richiamati dalle ferie", e anche mancanza di alloggi. Sono le due principali questioni che mettono questa mattina sul tavolo di confronto col Comune di Rimini sui Vigili del fuoco i sindacati Ugl, Cgil, Conapo e Usb. Con l'impegno assunto dal sindaco Jamil Sadegholvaad e dall'assessore all'Urbanistica Valentina Ridolfi ad agire, fanno sapere le sigle.

Per le parti sociali "i numeri sono inequivocabili e non ammettono attenuanti": nel 2025 il Comando provinciale ha gestito 4.977 interventi, quasi la metà concentrati nei soli quattro mesi estivi. In quei mesi opera con "carenze diffuse su tutti i livelli": il 19,8% tra i vigili del fuoco, il 35,6% tra i capi squadra, il 50% tra gli ispettori antincendio, tre presenti sui sei previsti. E una situazione "ancora più critica" riguarda il personale tecnico informatico, con un solo addetto presente su tre previsti. "Semplicemente insostenibile", per i sindacati, e infatti si sono già verificati turni coperti con quattro unità anziché cinque, al di sotto del minimo normativo, in tutte le sedi operative. "Uomini esausti, richiamati dalle ferie, costretti a reggere un sistema che scarica su di loro il peso di scelte organizzative che non competono a loro. Questo non è eroismo. È una stortura", tirano le somme le parti sociali.

Sul fronte casa, un vigile di prima assegnazione si trova a fronteggiare affitti tra i 600 e i 900 euro al mese su uno stipendio di ingresso che non supera i 1.600 netti, in un mercato che a ridosso dell'estate si chiude ulteriormente, si aggiunge. Il risultato è una "rotazione continua del personale", con uomini che lasciano Rimini prima ancora di imparare a conoscerla.

Da qui l'impegno dell'assessore Ridolfi ad avviare un lavoro per individuare soluzioni concrete, esplorando gli strumenti a disposizione del Comune a partire dal patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Mentre al primo cittadino i sindacati chiedono un intervento istituzionale diretto: "Farsi portavoce al ministero dell'Interno della necessità urgente di adeguare gli organici e sostenere un piano straordinario di intervento sul Comando. Abbiamo trovato interlocutori seri e disponibili- concludono- ora attendiamo i fatti". 

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