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da destinare al sociale

Video tik-tok. L'amministrazione querela, chiede 1 milione per danno di immagine

In foto: un frame del video
un frame del video
di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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A Riccione non si placa il dibattito sul video postato nei giorni scorsi su un profilo tik-tok riconducibile alla Lega. L'amministrazione comunale ha deciso di sporgere querela e ha chiesto un milione di euro di risarcimento per la città. Nel reel, pubblicato il 6 agosto, apparivano immagini relative a Ceuta,  spacciata per uno scenario distopico ambientato su una fittizia spiaggia riccionese popolata esclusivamente da migranti dalla pelle scura, accompagnato dalla scritta: “Pov. E’ il 2030, sei in spiaggia a Riccione e Matteo Salvini non è ministro dell’Interno”. Il video aveva subito suscitato l'indignazione dell'amministrazione comunale che chiedeva spiegazioni al Carroccio. La Lega aveva risposto tramite il deputato romagnolo Jacopo Morrone che l'aveva definito una semplice provocazione”, “un meme” e “un’allegoria”, volta a sollevare il tema della gestione dei flussi migratori. Il deputato PD Andrea Gnassi ha presentato una interrogazione. Ma non è finita qui e ora si va per vie legali.

Il comune ha conferito mandato formale alla propria Avvocatura per sporgere una denuncia-querela per diffamazione aggravata a mezzo social nei confronti dei responsabili della realizzazione e diffusione del video apparso sul canale “Legaofficial”.  Contestualmente all’azione penale, l’Ente promuoverà un’azione civile per il risarcimento del danno all’immagine e del pregiudizio recato al brand turistico della città, con una richiesta risarcitoria quantificata in un milione di euro. La decisione giunge a tutela del decoro e dell’onore della comunità riccionese, illegittimamente utilizzata per veicolare messaggi a sfondo discriminatorio a fini di propaganda politica. 

Riccione non è la scenografia di una propaganda d’odio né il teatro per le provocazioni di alcuno”, dichiara la sindaca Daniela Angelini. “Definire ‘un’allegoria’ o una ‘semplice provocazione’ un contenuto discriminatorio che ha fatto il giro d’Italia infangando il nome della nostra comunità è un atto di irresponsabilità politica e istituzionale che non siamo disposti a far passare in silenzio. Il valore dell’accoglienza, del rispetto e dell’inclusione rappresenta l’identità profonda di Riccione, nonché un asset fondamentale della nostra attrattività turistica. Chi lede quest’immagine deve assumerne la responsabilità anche in sede legale”.

"L’eventuale somma riconosciuta in sede giudiziaria - aggiunge la prima cittadina - sarà interamente destinato al fondo comunale per il sostegno al pagamento degli affitti a favore dei cittadini e delle famiglie in difficoltà economica".

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