Artigianato in Romagna, saldo positivo e forte spinta nell'area di Rimini
In base ai dati Infocamere-Movimprese elaborati dall’Ufficio Informazione economica – Valorizzazione dati della Camera di commercio della Romagna, il territorio, e in particolare l'area riminese, chiude il secondo trimestre del 2026 con un bilancio favorevole tra aperture e chiusure di imprese artigiane, in controtendenza rispetto alle medie regionali e nazionali.
Nel periodo esaminato si registrano 172 iscrizioni a fronte di 122 cancellazioni, determinando un saldo positivo di 50 unità e portando il tasso di variazione trimestrale al +0,52%, superando il dato dell'Emilia-Romagna (+0,44%) e quello nazionale (+0,43%).
Al 30 giugno 2026 le imprese artigiane attive nella Romagna si attestano a quota 9.622, confermando una sostanziale stabilità su base annua che contrasta nettamente con i cali registrati a livello regionale (-2,1%) e nazionale (-1,6%) e rappresentando il 27,7% del totale delle imprese attive.
Per quanto riguarda il territorio di Rimini l'artigianato locale mostra dinamiche particolarmente vivaci e articolate. Approfondendo la distribuzione geografica nella provincia di Rimini, le aree collinari mantengono un'elevata intensità artigiana pari al 36,1% sul totale delle imprese, mentre in pianura si concentra oltre i due terzi delle attività, esattamente il 76,9%. Tra i Comuni della costa riminese, Rimini risulta nettamente prevalente con il 39,3% del totale delle attività artigiane in aumento dello 0,5%, seguita da Riccione con l'11,1% e un incremento dell'1,1%. Nelle Vallate riminesi, in cui ha sede un quinto del totale dell'artigianato, si registrano dinamiche positive nella Valconca (+0,8%) e negative nella Valmarecchia (-0,4%), con una lieve flessione anche nell'area del Basso Conca (-0,3%).
Sul fronte dei settori economici, trainano positivamente i comparti dell'alloggio-ristorazione e dei servizi alle imprese, mentre si evidenzia la stabilità delle costruzioni e dei servizi alle persone. Le ditte individuali rappresentano la maggioranza della forma giuridica artigiana con il 73,9%, affiancate dalla costante crescita delle società di capitale che raggiungono il 9,9% del totale.










